A Penne 19 contrade in emergenza

13 Dicembre 2016

Il vicesindaco Ferrante: abbiamo bisogno di altri 8 milioni per concludere i lavori

PENNE. Il dissesto idrogeologico che nel marzo 2015 ha colpito gran parte dei territori dell’entroterra pescarese non è stato ancora mitigato. Una delle zone più danneggiate è stata senza dubbio quella Vestina. Civitella Casanova, Villa Celiera e Penne i centri più colpiti. A Penne sono ben 19 le contrade soggette ad un grave dissesto idrogeologico che vivono in emergenza da marzo 2015.

Tra promesse di finanziamento e lavori palliativi poco è stato fatto in quasi due anni. Abbiamo chiesto al vicesindaco del Comune di Penne, Vincenzo Ferrante, di spiegarci a che punto siamo nel capoluogo vestino con la situazione frane e con i finanziamenti. «Nel nostro Comune di Penne abbiamo già appaltato la sistemazione della scarpata in zona San Rocco e quella a ridosso dell'ospedale San Massimo per circa 300 mila euro. Stesso discorso per la sistemazione della frana in contrada Pagliari-Colletrotta, sempre per un importo di 300 mila euro. Abbiamo già messo nero su bianco con le ditte e a breve inizieranno i lavori», spiega Ferrante. «Sono tante le situazioni critiche a Penne, penso in particolare al dissesto idrogeologico che ha colpito contrada Mallo. Abbiamo ottenuto un altro milione e mezzo di euro per il consolidamento del parcheggio della Portella, lato San Comizio, e per contrada Mallo sud. Soprattutto in questa zona aspettano un intervento radicale, risolutivo. Per Mallo saranno necessari non meno di 500 mila euro. Il progetto è già esecutivo e nei primi mesi del 2017 potrà esserci l’appalto», dice il vicesindaco. Tra Regione e Comuni, purtroppo, non sempre si avverte la giusta sinergia e la giusta tempistica nel risolvere i problemi. Come mai, non solo a Penne, si registrano tutti questi ritardi negli interventi?

«Il Ministero dell’ambiente tiene conto di parametri stretti e rigorosi per quanto riguarda il grado di pericolosità idrogeologico dei terreni. Gli amministratori devono utilizzare metodologie sicure per ottenere un risultato positivo che possa mettere a riparo vaste aree e comprensori abitativi. Oggi di certo i soldi non vengono più erogati a pioggia come un tempo e bisogna basarsi su fatti concreti e predisporre tutte e tre le fasi di progettazione necessarie per poter ottenere un finanziamento». Per le restanti contrade in difficoltà a che punto siamo? «Ci sono già tutti i progetti preliminari e siamo in attesa dei definitivi in modo da poter presentarli alla Regione Abruzzo. Vogliamo che le opere siano finite prima del 2019, credo che ce la faremo. Abbiamo bisogno di altri 8 milioni di euro, oltre ai fondi già ottenuti. Nei nostri primi sei mesi di amministrazione abbiamo fatto sì che l’aumentato grado di pericolosità dei terreni a rischio idrologico, già paventato dalla passata amministrazione comunale, venisse realmente recepito in Regione», conclude Ferrante.

Francesco Bellante