A Penne la processione più antica d’Abruzzo

20 Marzo 2016

Presentato il documentario che ricostruisce il rito del Venerdì santo secondo lo storico Di Vincenzo

PENNE. La processione del Venerdì Santo di Penne entra ancor più nella storia. Ieri pomeriggio, nei locali dell’ex tribunale gestiti dalla Dmc Gran Sasso d’Italia, L’Aquila e Terre Vestine, c’è stata la presentazione del video documentario “Il Venerdì Santo a Penne-La Processione più antica d'Abruzzo”. Una prima assoluta che permetterà alla processione pennese di acquisire ancor più visibilità e prestigio.

La realizzazione del video documentario è stata curata da Fiorangelo Cutilli, con il supporto tecnico del regista Matteo Veleno, e si basa sugli studi e le pubblicazioni dell’architetto e storico pennese Antonio Di Vincenzo. Le immagini suggestive realizzate nel cuore del centro storico di Penne e la voce coinvolgente dell’attrice Tiziana Di Tonno, raccontano la processione del Venerdì Santo più antica d’Abruzzo. La liturgia del Venerdì Santo pennese, che affonda le sue radici nel ’400, fu istituita ufficialmente a Penne come ricorrenza religiosa nel 1570 dal Cappuccino umbro padre Girolamo da Montefiore. È dunque la processione del Cristo Morto più antica d’Abruzzo. Sin dal Medioevo drammi litugici e sacre rappresentazioni, come la Passione di Cristo, venivano recitate nelle chiese cittadine ed erano interpretate da chierici affiancati da statue semoventi. La presenza di un simulacro snodato del Cristo è la dimostrazione che anche nella chiesa dell’Annunziata era in uso recitare il dramma della Passione che, terminando con la coreografica deposizione dalla croce, diede origine poi al Venerdì santo pennese.

Anche quest’anno la processione si snoderà per le vie più suggestive del centro storico sotto lo sguardo di migliaia di fedeli e cittadini. L’importanza e l’originalità della processione di Penne è data soprattutto dai simulacri che la compongono, in particolare dal gruppo ligneo della Passione e dalla coperta funebre, il cosiddetto Copertone, sulla quale è adagiata la statua del Cristo morto, ricca di ricami in oro e argento e di fili di seta variopinti applicati a una base di velluto nero. La statua della Vergine Addolorata, ultimo simulacro che compone la processione, è una conocchia del XVIII scolo e la memoria popolare ricorda che, nell’800, era scortata da donne e bambine vestite di nero, le “addoloratine”. Come da tradizione, alle 11, avrà la processione della Madonna Addolorata che, seguita dalle autorità e dai fedeli, dalla cattedrale raggiungerà la chiesa dell’Annunziata. Il Venerdì santo pennese vivrà il suo momento clou intorno alle 19 quando la città si fermerà per partecipare alla solenne processione del Cristo Morto che attraverserà tutto il centro storico, da Colle Sacro a Colle Castello, con la partecipazione delle autorità religiose, civili e militari, della banda musicale e del coro cittadino con il Miserere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA