A Pescara lo stralcio del processo Ruby ter per la showgirl Loddo

L’ex meteorina avrebbe mentito sul rilascio della minorenne coinvolta nel caso che vede imputato anche Berlusconi
PESCARA. Gli atti del procedimento sul caso “Ruby ter”, che vede imputato anche Silvio Berlusconi, approdano al Tribunale di Pescara per ciò che riguarda la posizione dell’ex “meteorina” Miriam Loddo, una delle ragazze delle notti a Arcore, e lo stesso ex premier. Lo ha deciso ieri il gup di Milano, Laura Marchiondelli, che ha “spacchettato” il procedimento, incentrato sull'accusa di corruzione in atti giudiziari, e ha disposto la trasmissione degli atti per competenza territoriale in sette tribunali sparsi in tutta Italia, tra cui quello del capoluogo adriatico: a Milano rimane l'ex premier con altri 23 imputati accusati, a vario titolo, di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza, mentre traslocano a Roma il cantante Mariano Apicella che allietava le serate ad Arcore, a Monza le showgirl Elisa Toti e Aris Espinosa, a Treviso la bionda ex protagonista del Grande Fratello Giovanna Rigato, a Siena il pianista Danilo Mariani e a Torino la soubrette Roberta Bonasia.
Il procedimento ripartirà nelle nuove sedi, tra cui Pescara, dalle indagini preliminari per cui i magistrati incaricati dovranno riformulare la chiusura delle indagini. Il nome della show girl pescarese Loddo era emerso già nel primo processo Ruby. Durante la requisitoria, nel 2013, il pm Ilda Boccassini fece notare che Loddo era stata «costretta a mentire», nella sua testimonianza, per un «tornaconto personale». La giovane aveva assicurato di essere stata presente al momento del rilascio di Ruby da parte della questura di Milano, la notte del 27 maggio 2010, circostanza smentita dai tabulati. «Loddo in questura non c'era», aveva detto in aula la Boccassini.
La decisione del gup di coinvolgere altri Tribunali è stata accolta con una battuta dal legale di Berlusconi, l'avvocato Franco Coppi. «Ci sono tanti giovani che devono fare pratica, aspiranti avvocati che ora trotteranno per tutta Italia per seguire questi procedimenti», ha detto parlando della posizione dell’ex premier. Battute a parte, «la decisione del giudice va rispettata e non discussa», per Coppi. Il provvedimento del gup ha accolto in parte le richieste delle difese in sede di udienza preliminare, tra cui alcune dei legali di Berlusconi, mentre i pm hanno chiesto che tutto il procedimento restasse a Milano e insistito per la richiesta di rinvio a giudizio di Berlusconi e degli altri. Tra gli imputati per i quali è stato chiesto il processo ci sono Karima El Mahoroug alias Ruby, l’ex legale della giovane marocchina, Luca Giuliante, la senatrice di Forza Italia Maria Rosaria Rossi, il giornalista Carlo Rossella e diverse ragazze che hanno partecipato alle serate a Villa San Martino. Per la procura di Milano l’ex premier avrebbe corrotto con assegni circolari, bonifici, contanti, affitti di casa, spese mediche, contratti di lavoro fittizi, i testimoni del processo che si è concluso con la sua assoluzione sancita dalla Cassazione per le accuse di concussione e prostituzione minorile. A Ruby e alle “olgettine” sarebbero andati 10 milioni.
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