A Pescara riesplode l’amore per il basket

13 Maggio 2016

L’Amatori compie 40 anni e insegue il sogno della A

PESCARA. Si appresta a chiudere il quinto campionato consecutivo di serie B di pallacanestro dopo un'altra annata piena di soddisfazioni, che la porterà domani a giocare le semifinali play off del proprio girone contro il San Severo. Una storia lunga quarant'anni quella dell'Amatori, la prima società pescarese nella palla a spicchi, tra le cui file hanno militato nel tempo a vario titolo centinaia di atleti, tecnici e dirigenti, portando avanti così con passione un'attività divenuta sempre più complessa ma sempre con lo spirito e la finalità primaria di stimolare l'avvicinamento allo sport e la pratica da parte dei giovani.

L'avventura comincia nell'estate del 1976 quando la società Canottieri La Pescara, con un gruppo di genitori e qualche dirigente staccatosi dalla Libertas Pescara Max Meyer, si uniscono per avviare un discorso tutto nuovo nell'ambito del basket, incentrato unicamente sulla cura dei giovani e del vivaio. Il campo è quello della Stella Maris, alla Pineta di Pescara, un "campetto" all'aperto che per svariati anni è stato calcato da migliaia di giovani cestisti.

Nel basket giovanile l'Amatori Pescara, affidata alle cure del primo tecnico Sandro D'Incecco, diventa subito una squadra rivale e alternativa alla Max Meyer, società di vertice di allora, creando un clima di sana rivalità cittadina con risultati appaganti fin dai primi anni dell'attività. E da quell'epoca un'attività ininterrotta che tra l'altro anche buoni giocatori affermatisi poi nelle categorie superiori. E per qualche anno, nei primi anni 80, ha svolto anche attività in campo femminile. Dai primi anni 90, poi, quando la vecchia Max Meyer (poi diventata Facar in A2) ha cessato la propria attività, la società biancorossa ha di fatto acquisito il ruolo di leader nel basket cittadino, facendosi valere a suon di risultati anche in campo regionale e nazionale.

Alla prima metà degli anni 90, risalgono i primi campionati di serie C, affrontati schierando sempre e solo i giovani del vivaio. Una partecipazione consolidatasi negli anni a seguire con la prima occasionale presenza in serie B nella stagione 2002/2003. Il culmine del successo è arrivato però nella stagione 2010/2011, quando sul campo l'Amatori ha conquistato la storica promozione in serie B, con il tecnico montenegrino Vidak Razic in panchina. E da allora la presenza nel terzo torneo nazionale si è fatta sempre più autorevole, mantenendo parallela attenzione per lo sviluppo dell'attività giovanile (rifornimento primario per la squadra di vertice). Il tutto tra vari sacrifici legati essenzialmente al fattore economico, visto l'atteggiamento da sempre molto tiepido che il mondo imprenditoriale pescarese ha riservato all'appoggio verso la disciplina della pallacanestro. Una gestione dunque attuata con particolare attenzione a spese e budget per preservare la continuità del sodalizio. Un'attività portata avanti con molta passione e sacrificio da diversi dirigenti e allenatori che si sono succeduti in tutti questi anni nella storica società pescarese, ampliandone nel tempo il numero dei tesserati.

Boccabella, Donzelli, Bianchi, Di Bonaventura, Marzoli, Di Tommaso, Medeot, Nardecchia, Razic, Trullo, Fabbri fino all'attuale coach Giorgio Salvemini sono solo alcuni dei tecnici che si sono avvicendati negli anni sulle panchine dell'Amatori, coadiuvati da giovani collaboratori divenuti poi essi stessi allenatori. Altrettanto lunga è la serie di presidenti che si sono alternati alla guida della società, a partire da Ciamaichella, Balugani, Di Fulvio, Cicconetti, per arrivare a Luca D'Onofrio, che ha retto la società per ben 17 anni, fino alla scorsa stagione, quando il suo posto è stato rilevato dall'attuale presidente Carlo Di Fabio. Tutti hanno un legame forte con la storia passata, e una storia da raccontare, fatta di sacrifici ma anche di tante soddisfazioni, in quella che è diventata una delle società più longeve della regione in campo cestistico, capace di resistere alle inevitabili crisi del tempo con la messa in campo di competenza, tecnica e disciplina, oltre che impegno economico. Con la struttura societaria e organizzativa attuale, ben dimensionata per la B, questa società farebbe fatica a disputare un campionato di livello superiore, come ha ammesso il proprio presidente.

Ma questo ovviamente non preclude la massimizzazione dei risultati, sperando sempre in una possibile maggiore solidità che potrebbe rivenire da adeguati appoggi esterni, ovvero dal coinvolgimento di nuovi appassionati dirigenti. C'è comunque un futuro che si va facendo sempre più concreto: la realizzazione di un impianto sportivo proprio che i soci stanno progettando da qualche anno e la cui realizzazione potrebbe trovare avvio nei prossimi mesi. All'Amatori ci credono, e lavorano per assicurare continuità alla disciplina e alla già lunga e meritoria storia del sodalizio.