A Popoli i corsi del “Teatro di comunità”

5 Febbraio 2023

POPOLI . I bambini e gli adulti. Gli stranieri e i popolesi. Il regista Claudio Di Scanno riporta in scena i cittadini, uomini e donne di ogni età e professione «desiderosi di realizzare una...

POPOLI . I bambini e gli adulti. Gli stranieri e i popolesi. Il regista Claudio Di Scanno riporta in scena i cittadini, uomini e donne di ogni età e professione «desiderosi di realizzare una esperienza teatrale e umana». Torna anche quest'anno, ogni venerdì alle 15.30 nel teatro comunale, il “Teatro di comunità”, laboratorio del Drammateatro, compagnia stabile di Popoli dal 1996 che opera in collaborazione con il Comune, guidato da Dino Santoro. Una quindicina gli iscritti ai corsi avviati due giorni fa. «Il teatro di comunità», spiega Di Scanno, «è una esperienza che vede cimentarsi alla pratica teatrale semplici cittadini, dai bambini agli adulti, desiderosi di vivere in prima persona un’esperienza creativa fortemente umana e socio-culturale. Sono laboratori, questi, nei quali si apprendono le tecniche della recitazione e le si mette in pratica nella realizzazione finale di uno spettacolo spesso presentato in luoghi non teatrali. La novità di quest'anno è la partecipazione di alcuni bambini ucraini che vivono sul territorio dopo essere scappati dagli orrori della guerra nel loro Paese». Tanti gli spettacoli messi in scena dal Drammateatro negli anni fino alla pandemia: «Dall'Antologia di Spoon River nella Riserva delle Sorgenti del fiume Pescara», ricorda il regista pescarese che ha collezionato numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio nazionale Franco Enriquez per la regia dello spettacolo Moby Dick; “Cannibali” realizzato in un vecchio fondaco del centro storico popolese; il Macbeth shakespeariano installato in un sito industriale in disuso. E come non avere a memoria gli spettacoli messi in scena con i ragazzi di Popoli, da “Brundibàr- La favola dei bambini del ghetto di Terezin” a “Hansel e Gretel” e per finire “La Piccola Fiammiferaia”, messo in scena nel teatro comunale pochi mesi prima che la pandemia interrompesse l’attività teatrale. Ora si riparte con “Biancaneve”, favola dei fratelli Grimm, «scelta che si innesca sicuramente sui temi dell’eterna lotta tra il bene e il male», commenta Di Scanno, «e che in questo periodo assume valenze particolarmente attuali», con l'ingresso dei piccoli ucraini che di sicuro vivranno una esperienza indimenticabile sul palcoscenico del teatro di comunità. Il laboratorio andrà avanti fino a giugno. (c.co.)