«A rischio bimbi e anziani con le polveri alte»
Gli esperti avvertono dei pericoli per questo inquinante: in aumento i casi di malattie respiratorie
PESCARA. «Gli studi epidemiologici hanno mostrato una correlazione tra le concentrazioni di polveri in aria e la manifestazione di malattie croniche alle vie respiratorie, in particolare asma, bronchiti, enfisemi». A parlare così sono gli esperti dell’Arpav, l’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto che hanno redatto un dossier sulle polveri sottili. «Inoltre, a livello di effetti indiretti», spiegano, «il particolato agisce da veicolo per sostanze ad elevata tossicità, quali ad esempio gli idrocarburi policiclici aromatici».
A loro dire, le particelle di dimensioni ridotte costituirebbero un pericolo maggiore per la salute umana, «in quanto possono penetrare in profondità nell’apparato respiratorio». Maggiormente a rischio sarebbero i soggetti più deboli, ossia anziani, bimbi e malati. Per questo motivo, viene attuato il monitoraggio costante giornaliero delle polveri sottili denominate Pm10 e Pm2,5. Il Pm, in inglese «particulate matter», è in pratica un mix di particelle che si trovano in sospensione nell’aria. Il particolato può avere origine sia da fenomeni naturali, come processi di erosione del suolo, incendi, pollini, sia da processi di combustione e dal traffico dei veicoli. Il livello di concentrazione aumenta nel periodo autunno-inverno, quando al traffico veicolare si aggiungono le emissioni di polveri derivanti dall’accensione degli impianti di riscaldamento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

