A rischio due satelliti di Telespazio

Effetti anche sui lanci del Gps europeo Galileo controllati dal centro marsicano
Due satelliti dal Centro spaziale del Fucino di Ortucchio rischiano di restare a terra. La Russia ha, infatti, bloccato i lanci dei satelliti Galileo dalla Guyana francese. Lo ha annunciato con un tweet il direttore dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, Dmtri Rogozin. Tutte le operazioni con i vettori russi Soyuz dalla base spaziale europea sono state sospese come risposta alle sanzioni imposte dall’Europa che ha fermamente condannato l’attacco militare all’Ucraina.
Una decisione che avrà inevitabili ripercussioni anche in Abruzzo: uno dei due centri di controllo Galileo si trova, infatti, all’interno del Centro Spaziale del Fucino nella Marsica. L’altro è in Germania. Telespazio (l’amministratore delegato è Luigi Pasquali) partecipa al programma attraverso la sua partecipata Spaceopal, amministrata da Marco Folino, costituita con l’agenzia spaziale tedesca. Lo scopo di Galileo, nato dalla collaborazione tra Ue e Agenzia spaziale europea, è la realizzazione di un sistema di navigazione satellitare capace di fornire un servizio di posizionamento globale affidabile e ad alta precisione, interoperabile con il sistema statunitense Gps e il sistema russo Glonass. Il programma prevede una costellazione di 30 satelliti in orbita: i due lanci, avvenuti il 5 dicembre scorso, hanno portato a 28 il numero dei satelliti Galileo nello spazio. La partenza degli ultimi due è prevista per il 14 aprile, ma le operazioni rischiano di essere interrotte a causa dell’offensiva russa in Ucraina. Il due lanci sono previsti dalla Guyana francese con l’ausilio di un vettore russo. Per il momento, fanno sapere dal centro di controllo della Marsica, il sistema funziona perfettamente, ma per gli ultimi due lanci si attendono notizie dall’Agenzia spaziale europea. A riguardo il commissario per lo spazio dell’Unione Thierry Breton ha confermato che la decisione non crea problemi alla costellazione garantendo il servizio di posizionamento senza alterazioni, ma l’Europa è pronta ad agire con decisione per proteggere le proprie strutture critiche in caso di aggressione.

