«A rischio le cure per gli autistici» La Asl: non c’è alcuna emergenza

La fondazione “Oltre le parole” e l’associazione Angsa: non ci sono i fondi, terapie interrotte da lunedì Ma l’azienda sanitaria puntualizza: «Impossibile che si siano già consumati 630mila euro di budget»
PESCARA. «Non ci sono i fondi: stop a cure e terapie riabilitative per gli autistici da lunedì». Quindici famiglie di persone autistiche lanciano l’allarme, col sostegno della fondazione “Oltre Le Parole” e dell'associazione Angsa, guidate rispettivamente da Victoriano Lemme e Alessandra Portinari, che chiedono l’immediato intervento di Regione e Asl Pescara allo scopo di ripristinare un budget adeguato. «Finora 600mila euro annui».
«Denunciamo una situazione sconcertante», scrivono Lemme e Portinari in una nota, «a causa dell’interruzione delle terapie sul metodo Aba, da lunedì 13 febbraio, che provocherà gravissimi danni ai bambini e ai ragazzi. Ma ripercussioni ci saranno anche per le liste di attesa e la presa in carico». «Già nei mesi scorsi», spiega il presidente dell’associazione Genitori persone con Autismo, «la Fondazione Oltre le Parole annunciava ai pazienti che non essendo andati a buon fine gli innumerevoli tentativi con Asl di Pescara e con l’assessorato alla Sanità di adeguare il budget per garantire la presa in carico, era venuta meno ogni possibilità di continuare il percorso sanitario. Da quel momento le famiglie hanno convissuto con l’angoscia di vedersi interrompere le terapie da un momento all’altro, fino all’ultimatum di alcuni giorni fa quando, convocati in riunione, gli veniva anticipato che il centro di riabilitazione non aveva più le risorse ed era costretto a procedere dimettendo una quindicina di ragazzi, di cui 13 del centro diurno, e altre 17 famiglie in difficoltà a Celano». D i qui la richiesta di Portinari e Lemme di un incontro urgente con il direttore generale della Asl Vincenzo Ciamponi; il direttore del dipartimento Salute mentale dell’ospedale di Pescara, Renato Cerbo, alla presenza dell’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, e l’annuncio: «Abbiamo dato mandato al nostro legale, Christian Bove, di depositare ricorso d’urgenza alla magistratura per l’immediato reintegro degli utenti e valuteremo anche se sussistono i presupposti per eventuali esposti per interruzione di pubblico servizio».
Ma la Asl ridimensiona la questione e dice subito: «Il direttore generale della Asl Vincenzo Ciamponi è a disposizione a un incontro sin da lunedì». E in merito all’allarme, la Direzione strategica dell’azienda precisa: «La fondazione Oltre le Parole sostiene di non essere disponibile ad erogare prestazioni ritenute extrabudget oltre l’8 febbraio 2023, minacciando la dimissione dei pazienti la cui assistenza eccede il budget. Tale affermazione oltre a risultare priva di pregio poiché, anche a voler fare valutazioni in superficie, è impossibile che alla data dell’8 febbraio la Fondazione abbia già consumato l’intero budget assegnato per l’anno 2023, di 630.000 euro, crea uno stato di allarme tra gli assistiti che si sentono minacciati nel proseguimento dei percorsi assistenziali, mentre tale pericolo non è né attuale né concreto». E ancora: «Qualunque modifica del budget segue un’istruttoria che coinvolge Asl e Regione con la quale sono in corso interlocuzioni».

