A Roma 1.400 abruzzesi per lavoro, fisco e pensioni

Trenta pullman per la trasferta nella capitale, tra bandiere e striscioni di protesta Ranieri e Lombardo: i lavoratori hanno fatto sentire la loro voce contro il Governo
L'Abruzzo a Roma contro la Manovra del governo Draghi. Trenta pullman e 1.400 lavoratori, del settore pubblico e privato, sono partiti ieri mattina alla volta di piazza del Popolo per chiedere più lavoro per i giovani, meno precariato, una riforma equa delle pensioni e tagli alle tasse per le fasce più deboli della popolazione. Uno sciopero generale "targato" Cgil e Uil, da cui si è sfilata la Cisl. Otto le ore di astensione indette dai sindacati, con una buona adesione anche in Abruzzo: i maggiori problemi si sono riscontrati nei trasporti con autobus, treni e aerei parzialmente bloccati, fatta eccezione per le fasce orarie garantite.
IN PIAZZA
Palloncini rossi e azzurri, striscioni e bandiere: i colori della Cgil e della Uil hanno riempito piazza del Popolo per l'intera mattinata con migliaia di lavoratori che hanno circondato l'Obelisco Flaminio in segno di protesta. Fermi i treni da mezzanotte alle 21 e disagi per il trasporto marittimo. Dodici ore di blocco totale anche per gli aerei, nel rispetto delle sole fasce di garanzia. Paralizzato il trasporto locale con il personale viaggiante di autobus, tram, metropolitane e vaporetti che ha scioperato per l'intera giornata. Servizi a singhiozzo anche negli uffici pubblici. «Una manifestazione riuscita», il commento di Carmine Ranieri, segretario generale Cgil Abruzzo, e Michele Lombardo, segretario regionale Uil, «i lavoratori hanno fatto sentire la loro voce contro una politica del Governo che non aiuta i più deboli, i dipendenti e i pensionati, ma favorisce i ceti sociali più abbienti». "Insieme per la giustizia", lo slogan scelto dalle organizzazioni sindacali.
«Vogliamo un lavoro più dignitoso», sottolineano Ranieri e Lombardo, «dobbiamo accompagnare i processi di trasformazione con politiche industriali, dare nuove opportunità ai giovani di inserimento nel mondo professionale, combattere il precariato».
LA PIATTAFORMA RIVENDICATIVA
Precarietà, pensioni, fisco e lavoro e una sostanziale modifica della legge di Bilancio «che non soddisfa le richieste dei sindacati». Poggia su questi temi la piattaforma rivendicativa di Cgil e Uil, che hanno avanzato critiche al Governo anche sulle pensioni. «C'è la necessità di una riforma del sistema previdenziale che garantisca il futuro delle giovani generazioni», hanno spiegato Ranieri e Lombardo, «o la maggior parte delle maestranze, in futuro, si troverà a percepire un assegno pensionistico da fame». La rivendicazione ha toccato anche alcuni strumenti adottati dall'esecutivo per consentire la pensione anticipata dei lavoratori come l'Ape sociale «a cui non sono state destinate risorse sufficienti, nonostante sia stata ampliata la platea dei lavori cosiddetti usuranti. Molti addetti che svolgono mansioni pesanti non potranno lasciare anticipatamente il lavoro per mancanza di un fondo adeguato a coprire tutti i pensionamenti».
LAVORO AI GIOVANI
In piazza lavoratori di tutte le età e molti, moltissimi giovani con contratti precari, part-time o a termine. «Quello del precariato è uno dei problemi più gravi, che si è acuito con la pandemia», ha fatto notare il segretario regionale della Cgil, «dobbiamo dare certezze nel futuro a chi inizia a lavorare oggi. La legge di Bilancio presentata dal Governo non va nella direzione auspicata: è carente e priva di misure di contrasto all'evasione fiscale».
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