A scuola a settembre: turni differenziati e lezioni all’aperto

24 Giugno 2020

Le nuove regole secondo il Ministero: in aula anche il sabato  E tra le materie del futuro, rispunta l'educazione civica

PESCARA. Si andrà a scuola anche di sabato, saranno previsti diversi turni di frequenza, le lezioni si svolgeranno a volte a scuola e a volte a distanza. È la scuola del futuro, quella che aprirà a settembre dopo la lunghissima chiusura forzata, durata ben sette mesi per l’emergenza sanitaria.
Le regole sono contenute in un documento che la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina presenterà probabilmente domani in via ufficiale. La bozza deve essere ancora integrata, ma dentro ci sono già le principali linee guida che i dirigenti scolastici dovranno seguire per l’anno scolastico 2020/21.
LE NOVITÀ
Non si parla, nel documento in questione, di misure di contenimento (per questo, si rimanda all’atto presentato a fine maggio dal Comitato tecnico scientifico), ma viene presentata per grandi linee la nuova scuola del domani. Una scuola in cui le materie sono aggregate in più ampi ambiti disciplinari, le classi sono divise in gruppi diversificati, le lezioni vengono tenute anche in cortili, teatri, cinema e biblioteche (per scongiurare gli assembramenti) e gli orari di ingresso sono scaglionati.
Le linee guida lasciano ampi spazi d’azione ai presidi, ma allo stesso tempo introducono grandi novità. Come, ad esempio, i cosiddetti “patti di comunità”, accordi stretti con soggetti del terzo settore per creare “condizioni per la presenza, a scuola o in altri spazi esterni, di personale educativo responsabile di attività integrative o alternative alla didattica”: un’apertura alle associazioni teatrali e culturali, per esempio. L’offerta formativa sarà quindi ampliata guardando a ciò che offre il territorio di riferimento.
L’INFANZIA
Un capitolo a parte è dedicato alla scuola dell’infanzia, dove si dovrà privilegiare, quando possibile, l’impiego degli spazi esterni. Il Ministero dedica attenzione anche all’aspetto pedagogico: nella scuola dell'infanzia, si dovrà tendere, attraverso giochi e attività didattiche, alla sensibilizzazione dei bambini a concetti come la conoscenza e il rispetto delle differenze, la consapevolezza delle affinità, il concetto di salute e di benessere. L'obiettivo è fare in modo che «ragazze e ragazzi, fin da piccoli, possano imparare principi come il rispetto dell'altro e dell'ambiente, utilizzino linguaggi e comportamenti appropriati quando sono sui social media o navigano in rete» - ha detto la ministra Azzolina.
L’uso di mascherine per loro non è previsto, e i dispositivi per gli adulti non devono far venir meno la possibilità di essere riconosciuti. Ma non solo. Il documento prevede che gli ingressi e le uscite debbano essere regolamentati e che i giochi non debbano essere portati da casa,
L'attività didattica a distanza resterà, ma solo in misura marginale e solo per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, dove "le opportunità tecnologiche, l'età e le competenze degli studenti lo consentono".
UNA “NUOVA” MATERIA
Ma ieri la ministra Azzolina ha inviato a tutte le scuole le linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica, materia che diventerà obbligatoria in tutti i gradi dell'istruzione, a partire dalle scuole dell'infanzia. La disciplina avrà un proprio voto, con almeno 33 ore all'anno dedicate. Tre gli assi attorno a cui ruoterà l'insegnamento: lo studio della Costituzione, lo sviluppo sostenibile, la cittadinanza digitale. Poi educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio, educazione alla salute, tutela dei beni comuni, principi di protezione civile. La sostenibilità entrerà, così, negli obiettivi di apprendimento. Un modo, ha dichiarato la ministra, «per portare la scuola nel futuro, rendendola più moderna, sostenibile, ancora più inclusiva».
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