A tavola con il pesce azzurro

2 Luglio 2015

Estate a tavola, vino rosso e pesce azzurro. Per gli abruzzesi veraci non si tratta di una nuova frontiera del gusto, piuttosto una riaffermazione di identità gastronomica. La dieta tradizionale di...

Estate a tavola, vino rosso e pesce azzurro. Per gli abruzzesi veraci non si tratta di una nuova frontiera del gusto, piuttosto una riaffermazione di identità gastronomica. La dieta tradizionale di contadini e pescatori, trescatori e calafatari, ha molto da insegnarci sotto il profilo nutrizionale ed energetico: pesci grassi di paranza o pasta col sugo di papera per la trebbiatura del grano e vino rosso nei bicchieri. Una combinazione alimentare invidiabile. Grazie a polifenoli, resveratrolo e antiossidanti naturali contenuti nelle bucce dell'uva rossa (antociani), gli acidi grassi polinsaturi - i preziosi omega 3 - di cui è ricco il pesce “povero”(sgombro, suro, cefalo, alici, sarde), i carboidrati del pane e della pasta.

«Il vino rosso era più nutriente del bianco e serviva a dare più energia per affrontare le giornate di lavoro, in mare come nei campi», spiega Lino Olivastri, enologo di Citra Vini (Ortona). «La storia marinara di San Vito racconta della dieta dei calafatari addetti alla manutenzione delle paranze: si compensava la povertà della scafetta a fine giornata di pesca con generosi sorsi di rosso di campagna, quello nero che tinge...». (j.f.)