A Tocco esperti a confronto su olio e olive

Oggi pomeriggio il convegno con l’associazione regionale dop. Il sindaco: speriamo sia la ripartenza
TOCCO DA CASAURIA. Si torna oggi a parlare di olio, varietà di olive e aspetti tecnici della loro coltivazione oggi a Tocco da Casauria, alle 16,30 nella sala Michetti, con esperti della materia come il capo panel Luciano Pollastri, il presidente dell’associazione regionale produzione olio dop, Silvano Ferri, e l’esperto tecnico Claudio Di Mercurio.
Ad aprire e a presentare i lavori del convegno organizzato dal Comune, Pro Loco e Consorzio di Tutela dell'olio extravergine di oliva Dop, il sindaco Riziero Zaccagnini, desideroso di riportare alla conoscenza di tutti il valore e l’importanza economica ed agronomica, di una produzione tipica del territorio toccolano, ricco di un patrimonio olivicolo di oltre 70 mila piante, per la maggior parte della varietà denominata appunto Police Toccolana.
Una qualità agronomica che riesce ad essere produttiva e a dare il massimo delle sue potenzialità solo nel territorio toccolano, costituito soprattutto da roccia calcarea affiorante, e battuto continuamente dal vento di Tremonti.
Una varietà, come si ripete a Tocco, che vuole radici e chiome asciutte, che fa parte delle tipiche 23 del Registro nazionale, insieme a quelle locali della Dritta e del Leccino, molto produttiva, anche se lenta nell’accrescersi e con l’attitudine all’alternanza annuale, per essere predisposta a produrre anche un elevato accrescimento legnoso.
Una essenza che in frantoio presenta rese consistenti in olio (anche 25 kg/ql) e di elevato valore nutrizionale, ricca di polifenoli e steroli vegetali con circa il 75% di acido oleico.
Sarà Luciano Pollastri a illustrare questi argomenti e a far riflettere i molti produttori che, da qualche anno, impiantano nei loro oliveti essenze aliene, provenienti da altri territori non solo nazionali, con il fine di avere subito il tornaconto della produzione che così viene a scadere nel suo valore intrinseco. Quello che invece caratterizza e fa di questo olio delle terre pescaresi, una Dop, come illustrerà Silvano Ferri, in grado di competere con le migliori produzioni italiane. Una qualità che deve venir fuori, non solo dalla buona coltivazione, ma anche dalla lavorazione in frantoio i cui aspetti tecnici, rivolti dunque a produttori e frantoiani, saranno evidenziati da Claudio Di Mercurio.
«Era da tempo che non si parlava di olio nel nostro paese», fa notare il sindaco, «che questo sia un passo per una ripartenza». (w.te.)
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