A Venezia il modello Montesilvano

Il sindaco illustra lo studio realizzato dal Laboratorio urbano
MONTESILVANO . Il modello della “Montesilvano slow”, un percorso di mobilità sostenibile che attraversando il territorio consente la rigenerazione urbana di luoghi nevralgici e storici, sbarca a Venezia. Lo fa nell’ambito della prima edizione di Urbanpromo Green, incentrata sulle tematiche della pianificazione e delle condizioni di vita e funzionamento delle città. «Ho sempre creduto nell’importanza di un dialogo virtuoso con il mondo universitario. Animata da questa convinzione, dice il sindaco Francesco Maragno, «questa amministrazione ha voluto sottoscrivere nel 2016 un protocollo di intesa, con il direttore del dipartimento di Architettura, Paolo Fusero, i cui frutti sono evidenti e riconosciuti a livello nazionale».
Insieme al professor Antonio Clemente, docente del dipartimento di Architettura dell’Università d’Annunzio, dice il primo cittadino, unico sindaco presente in qualità di relatore, nella sessione dedicata a ciclovie e cammini, «abbiamo illustrato i risultati, supportati dall’esposizione delle tavole elaborate da docenti, studenti e borsisti, dello studio su una Montesilvano slow. È fonte di soddisfazione che Montesilvano, grazie a questo progetto e all’impegno e alla professionalità di tutte le persone coinvolte nel Laboratorio Urbano, sia divenuta un ambito di sperimentazione e di ricerca entro cui promuovere e condividere con le parti interessate idee e indirizzi per la qualificazione degli interventi sulle reti della Slow Mobility. Credo che utilizzare e coinvolgere le giovani risorse di ambito universitario», conclude Maragno, «rappresenti una duplice opportunità, per l’ente che può beneficiare dei risultati di ricerca, e per gli studenti che possono applicare con concretezza i propri studi teorici». La ricerca, aggiunge il professor Clemente, «giunta alle sue battute finali, è senz’altro all’avanguardia e presenta un valore aggiunto, perché è riuscita a identificare alcuni punti sui quali spesso, le analisi sulla slow mobility difficilmente si soffermano, che, a conferma di ciò, hanno suscitato l’interesse dell'assessore regionale del Friuli Venezia Giulia e del consulente della Regione Sardegna. Non escludo che con loro si possano avviare utili sinergie».
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