A14, le immagini del caos Maxi code di 12 chilometri

20 Luglio 2020

Le prime riaperture dei viadotti non cancellano l’inferno nel tratto tra Abruzzo e Marche Anche due ore per percorrere 40 chilometri. E stasera richiude il Cerrano fino a domani

PESCARA. Cinquanta minuti per percorrere tredici chilometri. E due ore per farne quaranta. Le prime riaperture a doppio senso di marcia dei viadotti non bastano per cancellare l’inferno sull’A14 nel tratto compreso tra Abruzzo e Marche.
LE SEI FOTO. Le immagini catturate dalle webcam raccontano meglio delle parole il caos sull’autostrada che ha rovinato la domenica di esodo e controesodo a migliaia di automobilisti. Una domenica da incubo con punte di code che hanno sfiorato persino i 12 chilometri di lunghezza, a metà mattinata, nel tratto a cavallo tra le due regioni. E questa notte, salvo contrordini dell’ultim’ora da parte della società Autostrade, sarà anche chiuso il lungo tratto compreso fra i caselli di Atri-Pineto e Pescara Nord-Città Sant’Angelo, per permettere di eseguire i lavori sul viadotto del Cerrano. Con le chiusure che si ripeteranno domani e mercoledì notte, dalle 22 fino alle 6 del mattino.
DOPPIO CALVARIO. Tir e auto quindi dovranno per forza deviare i propri percorsi sulla Statale 16 Adriatica che attraversa Pineto, Silvi e Marina di Città Sant’Angelo. Un inferno di smog e code che viaggia ancora su due direttrici nonostante gli sviluppi positivi degli ultimi giorni segnati finalmente dal via libera dei giudici di Avellino a riaprire i viadotti sott’inchiesta. Ma tra il dire e il fare c’è ancora di mezzo il grande caos.
Lo dimostra la cronaca di ieri, fatta con le immagini che appaiono più che eloquenti nella loro drammatica realtà. Come il frame, che pubblichiamo in alto, ripreso da una telecamera puntata sul tratto dell’A14 all’altezza della Val Vibrata, con centinaia di mezzi praticamente immobili e ammassati in un collo d’imbuto. Oppure le altre fotografie scattate prima dei caselli autostradali di Città Sant’Angelo oppure di Dragonara, alle uscite di Pescara Nord e Pescara Ovest.
SULLA PROPRIA PELLE. Immagini di code impressionanti da vedere e, per chi era intrappolato in auto, vissute sulla propria pelle. Una situazione insopportabile che neppure lo sconto del 50 per cento sul pedaggio, applicato a partire da tre giorni fa dalla società concessionaria dell’A14, può compensare. Non ha prezzo un simile disagio che ha colpito l’Abruzzo e ancora di più la parte Sud delle Marche.
I VICINI DI CASA. «I cantieri con le conseguenti deviazioni e il maggior afflusso di viaggiatori diretti verso il sud della Penisola hanno provocato fino a 8 km di coda tra Fermo e Grottammare e poi altri 4 tra Grottammare e San Benedetto, per poi continuare verso Val Vibrata. In totale intorno alle 11 si sono registrati fino a 12 km di incolonnamenti in meno di 40 km di autostrada».
Queste le notizie che rimbalzavano ieri dalle Marche. «Per sfuggire alle code molti automobilisti hanno deciso di abbandonare l’A14 e di proseguire sulla statale Adriatica, ma in breve tempo la situazione si è complicata finendo per paralizzare la viabilità nel centro di San Benedetto fino al ponte sul fiume Tronto».
Ma torniamo in Abruzzo e ai cinquanta minuti che si impiegavano ieri per percorrere i tredici chilometri fra i caselli Pescara nord-Città Sant’Angelo e Atri-Pineto.
ANCHE A SUD. Code e rallentamenti, con momenti di traffico fermo, pure su altri tratti autostradali come il caos tra Val di Sangro e Lanciano o le code tra il bivio A14/A25 Torano-Pescara e Pescara sud.
E oggi sarà peggio. Oggi infatti, con la società Autostrade che renderà pubblico il cronoprogramma delle riaperture di tutti i viadotti, riscendono in campo anche i Tir. E, tra parentesi, c’è da aggiungere che il viadotto Vomano, uno dei più lunghi del tratto abruzzese dell’A14, non è stato riaperto nonostante l’annuncio. Lo apriranno oggi ma è solo il primo passo di un calendario che si concluderà il 31 luglio. Quel giorno l’Abruzzo potrà tirare un sospiro di sollievo.