A24 e A25, obiettivo sicurezza Tutti d’accordo: «Lavori subito»

Il Cipess boccia il Piano economico. Strada dei Parchi: «Bene così, e ora soluzione condivisa»
Tutto da rifare. Il comitato interministeriale Cipess ieri ha bocciato anche l’ultima bozza di Piano economico finanziario delle autostrade A24 e A25, la diciottesima in nove anni. Era quella che prevedeva investimenti sui lavori tutti a carico dello Stato e rincari monstre dei pedaggi da quasi il 16% all’anno, raggiungendo il più 375% nel 2030. Per questo scontentava tutti. Sia il Governo, che tramite il Cipess l’ha bocciato, sia il territorio, che si è espresso con forza contro l’approvazione. Ma anche la stessa concessionaria Strada dei Parchi, che ha sempre detto di aver scritto quel Pef sotto imposizione del commissario ad acta ministeriale.
Ora, quindi, serve un nuovo Pef. Ma l’impasse resta e il tempo stringe: dopo la proroga del blocco degli aumenti annunciata mercoledì alla Camera dal ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, il primo gennaio 2023 scatteranno comunque rincari nei pedaggi del 34% se non venisse trovata prima una soluzione sul nuovo Pef. Il nodo principale sembra quello della titolarità dei lavori di messa in sicurezza sismica e non solo: se di Strada dei Parchi con compensazione di fondi pubblici o dello Stato con gare aperte. Sullo sfondo resta la questione della risoluzione della concessione, che non sarebbe gratis per l’erario.
STRADA DEI PARCHI
«La scontata bocciatura da parte del Cipess del Pef “a zero investimenti”, predisposto su indicazioni del commissario ad acta e del Dipe, con i conseguenti aumenti insostenibili per l’utenza, rappresenta una buona notizia ma lascia nuovamente irrisolti i gravi problemi denunciati da anni da Strada dei Parchi», scrive l’amministratore delegato della stessa società concessionaria di A24 e A25 Riccardo Mollo, continuando: «La decisione del ministero di rinviare al 31 dicembre gli adeguamenti tariffari, facendo seguito al blocco degli aumenti dal 1° gennaio al 30 giugno da noi voluta e con costi a nostro carico, da un lato allunga i tempi della trattativa sul futuro di A24 e A25 imposto dal Governo, nonostante vi siano ben 3 commissari da anni al lavoro, ma dall’altro non affronta le emergenze». Poi ancora, dopo aver ricordato il cervo investito ieri sull’A25 e i 103 casi simili del 2021 e del 2022: «Tutto questo accade mentre l’installazione delle nuove reti speciali è appena iniziata e già rischia un brusco stop». Continua Mollo: «Strada dei Parchi confida che, dopo gli impegni assunti dal ministro Giovannini finalmente si possa individuare una soluzione condivisa e avviare i lavori necessari per la messa in sicurezza di infrastrutture classificate come strategiche per la Protezione civile. Questo, secondo noi si può fare senza aggravi insostenibili per l’utenza, evitando però ulteriori perdite di tempo rincorrendo ipotesi di risoluzione della concessione per colpe (quali?) del concessionario, certamente molto più onerose per lo Stato e foriere di futuri ed infiniti contenziosi». Quindi la conferma di «piena e fattiva disponibilità a trovare una soluzione».
I SINDACI DAL MINISTRO
Ieri il ministro Giovannini ha incontrato il sindaco di Carsoli Velia Nazzarro e l’assessore di Tivoli Gianni Innocenti – che rappresentavano gli amministratori locali di Abruzzo e Lazio – e il senatore del Partito democratico Luciano D’Alfonso, che aveva richiesto il confronto. In una nota, il comitato dei sindaci e degli amministratori ha espresso «poca soddisfazione per l’ennesimo blocco delle tariffe fino al 31 dicembre, che non appaga e ci lascia amareggiati». Poi ancora: «Pur ritenendo necessario dare fiducia all’attuale ministro, cosa già fatta con i suoi predecessori, pretendiamo soluzioni definitive sul “caro-pedaggi” e sulla sicurezza. Dinanzi a questo “ennesimo mezzo risultato” pur prendendo atto della mancanza di una soluzione definitiva al problema, non molliamo e continuiamo a mettere in campo tutte le iniziative necessarie affinché il tempo concesso dall’ulteriore proroga sia utilizzato per chiudere questa annosa vicenda. In attesa di migliori novità, i sindaci e gli amministratori, decisi più che mai a proseguire con la battaglia, si riuniranno a Carsoli il 19 Maggio per programmare le prossime iniziative».
Sulla questione è anche tornato il deputato abruzzese di Italia Viva Camillo D’Alessandro: «La bocciatura del Pef imposto dal commissario è la fine della farsa. Ora il ministro apra il tavolo delle verità, dopo nove anni dal Pef scaduto non è più sopportabile questa situazione».
IL GOVERNATORE MARSILIO
ll governatore Marco Marsilio è invece intervenuto alla seduta del Cipess. Come fatto dai ministeri, anche lui ha messo a verbale il parere contrario della Regione su un Pef «irricevibile e insostenibile». Ha chiesto una «soluzione definitiva» e ha spiegato: «Se la sacrosanta bocciatura di questo Pef sgombra il campo da un incubo, resta fortissima la preoccupazione per quello che si annuncia un micidiale conflitto giudiziario e amministrativo tra lo Stato e la concessionaria. Un conflitto che può provocare danni gravissimi all’Abruzzo. Il Governo sta infatti imboccando la strada della risoluzione della concessione, addebitando “gravi inadempienze” a Strada dei Parchi, che al momento devono ovviamente essere dimostrate. C’è la concreta possibilità che questo contenzioso finisca con un esborso molto pesante da parte dello Stato verso le casse della concessionaria».

