Abbattuto l’ultimo muro: la strada Pendolo a marzo

Tiburtina, ruspe in azione: demolito l’ultimo edificio in via Lago di Capestrano L’opera collegherà la zona ospedale, Villa del Fuoco, San Donato e Pineta
PESCARA. L’ultimo, vecchio, muro è andato giù. Ora la strada Pendolo, di cui si polemizza da più di vent’anni, comincia a prendere forma per diventare un’ infrastruttura che allenterà la morsa del traffico veicolare in città. E se la tabella di marcia sarà rispettata, la nuova arteria che collegherà quattro quartieri, zona ospedale, Villa del Fuoco, San Donato fino alla pineta dannunziana, sarà pronta tra febbraio e marzo. In ogni caso, entro la primavera.
Ieri mattina le ruspe dell’impresa Tullio Cocciante, che si è aggiudicata i lavori per 1 milione e 775mila euro, hanno abbattuto il residuo di quello che è stato ribattezzato il “muro della vergogna” sulla Tiburtina, di fronte via Lago di Capestrano, che per anni ha nascosto traffici di ogni tipo, spaccio, tossicodipendenza, prostituzione, che a più riprese hanno scatenato la rabbia dei residenti. Per qualche ora l’area si è “aperta” (poi immediatamente richiusa e transennata con la plastica verde) sul cumulo di macerie che diventerà un asse viario lungo 180 metri che collegherà la Tiburtina, nel punto di intersezione tra via Lago di Capestrano con via Salara Vecchia, all’altezza di via Enzo Tortora. Alle estremità sono previste due rotatorie di 8 metri e mezzo di raggio e il tratto sarà costeggiato da una pista ciclabile a doppio senso di marcia, uno spartitraffico con corsia di 3,50 metri di larghezza, marciapiedi, illuminazione, linea antincendio, parcheggio e fermata bus.
Soddisfatti il sindaco Carlo Masci che ieri mattina era presente alle operazioni di demolizione del muro e l’assessore alla Viabilità Luigi Albore Mascia che anni fa inaugurò il tronco di via Lago di Capestrano. Il sindaco Masci, che a luglio montò su una ruspa e diede il primo colpo di benna che diede il via all’iter del procedimento, oggi commenta: «Per 20 anni quest’area, coperta alla vista dal muro, è stata ricettacolo di sporcizia e degrado e teatro di storie di vita drammatiche di senzatetto e di traffici illegali. Tante le proteste, per una situazione divenuta insostenibile». Presto «avremo una realtà viaria importantissima, sono orgoglioso di assistere alla concretizzazione di un sogno» accarezzato, in altri tempi, dall’ex sindaco Carlo Pace. «Le procedure» conclude Masci, «sono state ferme per troppo tempo, noi le abbiamo sbloccate con un piano di espropri».
Per Albore Mascia è il raggiungimento di un «obiettivo storico che consentirà di velocizzare gli spostamenti in città».
Contemporaneamente procedono i lavori del secondo lotto (affidati alla ditta Cogema di Chieti per 2 milioni 700mila euro), che collega via Tortora a via Rio Sparto a San Donato, zona piazza Italo Febo. Da questo punto la strada Pendolo proseguirà fino alla Pineta seguendo la normale viabilità. «Questo secondo tratto sarà pronto entro fine anno», anticipa l’architetto Massimo Cantagallo, responsabile del procedimento, «una rotatoria è sorta all’incrocio con San Donato, l’altra sarà pronta tra una quindicina di giorni. Secondo il cronoprogramma la strada Pendolo, il cui progetto iniziale partiva dai Colli poi sceso in zona Capacchietti, sarà pronta tra febbraio e marzo».

