«Abbiamo famiglie da mantenere»

11 Marzo 2017

L’intervento delle Fiamme Gialle non blocca il commercio sull’area di risulta

PESCARA. Il blitz della finanza non blocca il commercio delle false griffe sull’area di risulta. «Abbiamo famiglie da mantenere», si giustificano. Intorno alle 15,30 di ieri, una decina di senegalesi sosta nell’area adiacente il loro vecchio mercatino, accanto alla stazione. Bicchieroni di caffè caldo in mano, borsoni, carrellini e buste gonfie poggiate sull’asfalto e lungo i marciapiedi. Chiacchierano tra loro, provano a sbarcare il lunario. C’è anche una giovane donna. Aspettano i clienti. «Scusate, voi siete i senegalesi del mercatino?», chiediamo. «Sì, siamo noi», confermano. «Tempo fa ho acquistato da voi delle Hogan, ne vorrei un altro paio. Le avete?». «Sì, le abbiamo», rispondono educati e gentili. «Posso vederle, le avete qui?». Un attimo di silenzio, gli sguardi si incrociano. Riformuliamo la domanda: «Avete qui le scarpe, posso vederle?».«No, le abbiamo in macchina». «In macchina, dove? È lontano?». Nessuno si sbilancia sull’eventuale distanza del “magazzino” delle merci, i bagagliai delle auto. «A quanto vendete le Hogan?». «75 euro». «Avete solo scarpe o anche altra merce?». «Abbiamo tutto, vuole i giubbini?». «E che firme avete? C’è un po’ di scelta?». «Sì, abbiamo tante griffe», dicono senza menzionare i marchi. Ci tengono però a spiegare che c’è una vasta scelta. Dentro i borsoni a terra, c’è solo una parte della merce in vendita. Su richiesta del cliente che fornisce l’esatto numero di scarpe o le taglie per i capi di abbigliamento, i prodotti vengono prelevati dai mezzi di trasporto parcheggiati a poca distanza. Ma se il cliente non ha tempo di aspettare, la vendita si può fare anche subito. «Vuole vedere quello che abbiamo qui?».

Un tempo avevano le bancarelle sull’area di risulta per vendere le mercanzie contraffatte, oggi i loro banconi sono i marciapiedi del parcheggio. Proviamo a chiedere se siano preoccupati per ciò che è successo, se hanno paura di ulteriori controlli. Uno di loro si avvicina e a bassa voce sussurra: «Che possiamo fare? Non possiamo tenere tutta la merce qui, in strada. Certo, dobbiamo fare attenzione, ma abbiamo le famiglie da mantenere».

Cinzia Cordesco

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