Abruzzo, 150mila tamponi Chi deve farli e quando

26 Agosto 2020

Più di un cittadino su dieci è già stato sottoposto al test che scova il Covid 19

PESCARA. L'Abruzzo è a un passo dai 150 mila tamponi eseguiti dall'inizio dell'epidemia di Covid-19. Più di un cittadino su 10 lo ha fatto. Ma i numeri sono molto più alti se si aggiungono le decine di migliaia di test sierologici e i controlli fatti all'aeroporto su chi torna da, Spagna, Malta, Romania e Bulgaria.
Lo screening di massa è una delle armi principali per individuare persone sintomatiche e asintomatiche in questa fase dell'epidemia in cui la tempestività può bloccare l'impennata dei contagi. Così in 15 punti spieghiamo ciò che c'è da sapere su tamponi e test sierologici. Chi deve farli e quando.
CHE COSA SONO I TAMPONI?
Il tampone per rilevare la presenza del nuovo coronavirus è un comune tampone faringeo. È un esame eseguito in pochi secondi che viene effettuato tramite un bastoncino con una sorta di cotton-fioc, ma in materiale sintetico, all’estremità: può essere inserito nella bocca (tampone oro-faringeo) o nel naso (tampone naso-faringeo).
COME SI FANNO?
Il test è semplice, ma non può essere fatto da chiunque. Deve essere eseguito da personale addestrato e protetto da mascherina, guanti, occhiali e camice monouso. Il tampone viene strofinato leggermente sulla mucosa del faringe posteriore, infilando il tampone in bocca fino ad arrivare nei pressi delle tonsille per il tampone faringeo; del naso, infilando il tampone in una narice e procedendo fino a raggiungere la parete posteriore del rinofaringe (parte superiore del faringe). Il prelievo è comunque rapido e appena fastidioso.
COME VENGONO ANALIZZATI? Successivamente il materiale prelevato viene sigillato ermeticamente e sottoposto ad un’analisi biochimica volta ad identificare la presenza di Sars-CoV-2 nel campione. Questa tecnica di biologia molecolare, nota come Pcr (reazione a catena della polimerasi), consente di amplificare i frammenti di Rna virale (la macromolecola che trasporta l’informazione genetica del virus) presenti nel tampone per valutare la presenza del patogeno e fare diagnosi di malattia da Covid-19.
QUANTO TEMPO CI VUOLE
PER AVERE I RISULTATI?
I primi risultati sono disponibili normalmente nell’arco di 4-5 ore; i tamponi effettuati a livello regionale che abbiano ottenuto un risultato positivo sono poi inviati al laboratorio di riferimento dell’Istituto superiore di sanità, dove avviene una controprova che ha lo scopo di individuare eventuali falsi positivi (soggetti risultati positivi al test svolto a livello territoriale pur non essendo malati) o di dare conferma definitiva di infezione da Sars-CoV-2.
COSA SONO I TEST
RAPIDI ANTIGENICI?
Esistono poi - anche se ancora in via di sperimentazione - test antigenici, cosiddetti rapidi: in sintesi servono a identificare nelle secrezioni naso-faringee le proteine che compongono la struttura del Sars CoV-2. Hanno due vantaggi: la rapidità e il costo minore a carico del sistema sanitario.
COME FUNZIONANO?
I test della ricerca dell’antigene (dopo il prelievo sempre tramite tampone) vengono infatti eseguiti mediamente in 12-13 minuti. A fronte dei 15-20 euro di costo per il tampone classico, la spesa per un test rapido si aggira sugli 8-12 euro. Un test rapido all'esame degli esperti del Cts è quello testato in Veneto: 7 minuti per ottenere il risultato con un costo di 12 euro.
I dati sono stati già trasferiti allo Spallanzani di Roma e al Ministero della Salute ed è stato già provato su circa mille persone.
COME SI VALUTANO
I RISULTATI DEGLI ESAMI?
Premesso che ogni esame ha i suoi falsi positivi e negativi, l’attendibilità del tampone dipende dalla precisione del macchinario, dal periodo intercorso dal contagio e dal tipo stesso di tampone. Il tampone di solito risulta positivo già 2-3 giorni dal momento dell’infezione, quindi già nella fase di incubazione e prima della comparsa dei sintomi, e rimane positivo per tutta la durata dei sintomi, per diversi giorni e, in alcuni casi, settimane.
QUANTO SONO ATTENDIBILI
I RISULTATI DEI TEST?
Anche il tampone molecolare non è infallibile, anzi, la sua sensibilità (capacità di individuare effettivamente il virus in un soggetto infetto) non supera il 70-80%. È per questo che il test viene ripetuto una seconda volta, o talora anche più volte, se il primo risulta negativo e i sintomi rimangono indicativi di Covid-19. Due tamponi consecutivi negativi eseguiti a distanza di 24 ore l’uno dall’altro, nel paziente ormai privo di sintomi e non prima di 14 giorni dal loro inizio, sanciscono poi l’avvenuta guarigione.
COME SI ACCEDE AI TEST
E QUALI SONO I COSTI?
Il costo del tampone per il coronavirus è coperto dal Servizio sanitario nazionale. Date le strutture e il personale limitato però, non ci si può sottoporre liberamente al test.
Quello che si può fare, se si pensa di essere positivi, è contattare il proprio medico. Sarà lui a prescrivere la necessità di tampone. In alternativa esistono laboratori privati che offrono test a pagamento: il costo varia da regione a regione e da struttura a struttura, in alcune supera anche i 100 euro.
CHI DEVE ESEGUIRE I TEST?
Dal 13 agosto è in vigore un'ordinanza che prevede test molecolare (quello classico) o antigenico, da effettuarsi con tampone, per chi arriva da Croazia, Grecia, Malta e Spagna. Sono diverse le possibilità per effettuare il test: la prima è quella di farlo in loco (Croazia, Spagna, Grecia, Malta) nelle 72 ore precedenti al rientro a casa; la seconda è effettuarlo al rientro, entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale.
COME CI SI DEVE COMPORTARE? Chi rientra nel territorio nazionale dai Paesi indicati può effettuare il test al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, oppure nell’azienda sanitaria locale di riferimento o nei laboratori privati.
In questo ultimo caso bisogna comunque avvisare il Dipartimento di prevenzione riguardo i risultati dei test. Chiunque sia in attesa di sottoporsi al test oppure è in attesa dei risultati deve sottoporsi all’isolamento fiduciario nella propria abitazione.
COME FUNZIONANO
I TEST IN AEROPORTO?
A seguito dell’ordinanza per monitorare i passeggeri di rientro negli aeroporti italiani da Spagna, Malta, Grecia e Croazia, in diversi scali sono stati organizzati presìdi sanitari per effettuare i tamponi direttamente all’arrivo. Anche in questo caso le regioni si sono attrezzate in modo diverso: mentre ad esempio a Fiumicino vengono eseguiti test rapidi che fanno parte della categoria dei sierologici, negli scali lombardi si effettuano test molecolari. L’Aeroporto d’Abruzziorientra nell’elenco.
COME FUNZIONANO
I TEST SIEROLOGICI?
I test sierologici rapidi sono eseguiti tramite un piccolo prelievo di sangue al dito e permettono in pochi minuti di rivelare la presenza nel sangue di anticorpi sviluppati contro il virus Sars-Cov-2. Il sierologico individua la presenza di anticorpi prodotti dal nostro sistema immunitario in risposta al virus, ci dice cioè se siamo entrati in contatto con il Covid. Ma l'assenza di anticorpi non esclude la possibilità di un'infezione in fase precoce.
COSA CI DICONO QUESTI ESAMI?
Il test sierologico può suggerire se una persona ha anticorpi (IgM positivi) che indicano un'infezione recente o passata (IgM negativi e IgG positivi). La positività al test, la cui affidabilità non è ritenuta elevata dalla comunità scientifica, deve comunque essere confermata da un tampone. Tra i test sierologici si annoverano anche quelli quantitativi, effettuati tramite un prelievo di sangue: sono più attendibili di quelli rapidi, ma per avere il risultato finale occorre generalmente più tempo.
TAMPONI E TEST SIEROLOGICI:
QUAL È LA DIFFERENZA?
Il tampone serve per sapere se l'infezione è in atto nel momento in cui l'esame viene effettuato, mentre il sierologico individua la presenza di anticorpi prodotti dal nostro sistema immunitario in risposta al virus, ci dice cioè se siamo entrati in contatto con il Covid. Ma l'assenza di anticorpi non esclude la possibilità di un'infezione in fase precoce con il rischio che un individuo, pur essendo risultato negativo, risulti contagioso.