Abruzzo capitale delle case fatte di terra

10 Novembre 2017

Domani a Manoppello l’incontro tra decine di sindaci che arrivano anche dalla Sardegna

MANOPPELLO. Scambio interregionale per la tutela e conservazione delle “case di terra cruda” in Italia, una modalità costruttiva che, nel passato, ha visto l’Abruzzo protagonista nel panorama nazionale. L’inizio dell’assemblea dei soci delle “Città della terra cruda” è programmato per domani, alle 10, nella sala Wojtyla in piazza Zambra di Manoppello. Si tratterà, comunque, non solo di uno scambio culturale o di esperienze ma, soprattutto, di decidere delle linee di intervento per adottare normative regionali e nazionale per la loro tutela e valorizzazione. Al convegno è prevista la partecipazione di sindaci dalle varie Regioni, quindici primi cittadini arriveranno anche dalla Sardegna. Nell'occasione il CedTerra di Casalincontrada presenterà la mostra "Le case di terra paesaggio di architetture" e il calendario terra cruda 2018.
Al termine del convegno, nel pomeriggio, è previsto il tour delle case di terra di Manoppello. Il censimento promosso dalla Regione Abruzzo, tra il 1996 e il 1999, individuò ancora 800 case di terra cruda sul territorio di 40 Comuni, in gran parte delle province di Chieti, Pescara e Teramo. La loro costruzione si diffuse soprattutto nella prima metà dell’800, quando si verificò un notevole frazionamento dell’unità poderale classica che, di conseguenza, moltiplicò la “domanda” di case coloniche. L’ esigenza di soddisfare tale domanda al minimo costo possibile, portò alla diffusione della edificazione con impasto di terra cruda (cioè non cotta come i mattoni) e paglia certamente la meno costosa dell’epoca. Oggi le Case di Terra sono “episodi” isolati nelle campagne abruzzesi, testimoni di una memoria contadina che il centro di documentazione intende conservare, tutelare e valorizzare a fini culturali e turistici. È stato un fenomeno presente non solo nella nostra Regione tanto che, a novembre del 2001, a Samassi si costituì l’associazione internazionale Città della terra cruda. Fondatori del sodalizio furono, per la Sardegna, i Comuni di Samassi, Villamassargia Serramanna, Ussana, Guasila, Vallermosa, San Sperate, Musei, Samatzai, Serrenti, Segariu, Nuraminis e Selargius, per le Marche Montegranaro e Treia e per l’Abruzzo Casalincontrada e Roccamontepiano. Oggi, aderiscono all’associazione 40 Comuni in rappresentanza delle Regioni Sardegna, Abruzzo, Marche, Piemonte e Basilicata, Enti territoriali, un Ente Parco, liberi professionisti, associazioni e imprese. In provincia di Chieti le case di terra cruda, censite, si trovano a (tra parentesi, quelle ancora abitate): Ari 1; Bucchianico 38; Casalincontrada 124 (30); Castel Frentano 3; Chieti 84 (8); Fara Filiorum Petri 8 (1); Lanciano 2; Orsogna 6 (1); Ripa Teatina 5; Roccamontepiano 21 (1); San Giovanni Teatino 10); Torino di Sangro 1; Torrevecchia 1; Vacri, 2; Villamagna, 16. Provincia di Pescara: Cepagatti 21; Collecorvino 5; Loreto Aprutino 4; Manoppello 92 (12); Moscufo 12; Pianella 32; Picciano 3; Rosciano 1; Serramonacesca 28 (2); Spoltore 6; Turrivalignani 45 (7). Provincia di Teramo: Alba 1 (1); Ancarano 2; Bellante 16 (2); Castellalto 6; Colonnella 16 (1); Controguerra 22 (3); Giulianova 2; Morro d’Oro 10; Mosciano 22; Nereto 6; Notaresco 6; Roseto 3; Sant’Egidio alla Vibrata 1; Sant’Omero 44 (5). Nell’Aquilano ci sono solo due case di terra censite a Pratola Peligna. Matteo Del Nobile