Abruzzo e Marcinelle sono uniti nel ricordo di 262 minatori morti

Alle 8.10 la doppia celebrazione in Belgio e a Manoppello per la catastrofe e i lutti di 67 anni fa al Bois du Cazier
Un abbraccio a distanza tra l'Abruzzo e il Belgio, Manoppello e Marcinelle per commemorare una tragedia entrata nella memoria collettiva d'Europa. Furono 262 minatori morti, di cui 60 abruzzesi, 23 erano di Manoppello. Alle 8,10 in punto di ieri le campane sono risuonate davanti alla miniera di carbone Bois du Cazier dove l'8 agosto 1956 si consumò il disastro.
I rintocchi hanno scandito il tempo, in un memoriale di nomi e volti: lavoratori immigrati oltralpe per dare un tozzo di pane ai propri figli. Il lavoro nelle miniere costato sacrificio e vita umane. Tra la folla in muto raccoglimento era presente una nutrita delegazione abruzzese, sindacale e istituzionale. Alla medesima ora, in Abruzzo, nella città martire, Manoppello, quei morti sono stati ricordati con un'onda emozionale mai sopita nel tempo. E così è accaduto anche in altri paesi della Val Pescara.
«Siamo qui oggi per rendere omaggio alle vittime abruzzesi di Marcinelle», ha dichiarato Carmine Ranieri, segretario generale Cgil Abruzzo e Molise, che ha guidato la delegazione sindacale, «una tragedia che è un monito persistente affinché la società civile e il sindacato facciano di più per evitare le stragi sul lavoro. E che ci fa riflettere sull'importanza di politiche economiche che consentano ai nostri giovani di non lasciare più il nostro territorio per trovare condizioni di vita più adeguate».
Un'atmosfera mesta ha accompagnato l'intera cerimonia: il cielo plumbeo e le bandiere dei Paesi che hanno pagato lo scotto della tragedia di Marcinelle, spiegate al vento. In un misto di dolore e speranza, che riporta indietro nel tempo. Sessantasette anni dopo la memoria del disastroso incendio è più viva che mai: fin dalle prime ore dopo la tragedia, la mobilitazione fu generale. Sul posto Croce Rossa, i vigili del fuoco, la Protezione civile, esercito e polizia da Ressaix, Frameries, Beringen.
Dalla Francia arrivò Emmanuel Bertieaux con delle apparecchiature di radiotelefonia, dalla Germania Karl Von Hoff con un laboratorio mobile per le analisi dei gas. Le scuole dei dintorni furono convertite in mense e dormitori, le chiese in camere ardenti. La notte del 22 agosto, alla profondità di 1.035 m, svanirono le ultime speranze. Il 13 agosto furono sepolte le prime vittime.
Alla cerimonia commemorativa, a Marcinelle, era presente anche il gonfalone della Regione Abruzzo. «Più passa il tempo», ha dichiarato il presidente Marco Marsilio, ieri a Manoppello, «più diventa difficile fare una commemorazione che non sia soltanto un rito o che non scada nella retorica. Colgo l’occasione per rendere omaggio alle vedove superstiti ed ai figli dei minatori scomparsi. Conservare la memoria di quel dolore immenso è importante sia come monito per le nuove generazioni, sia per fare in modo che l’insegnamento rimanga nel tempo».
Marsilio ha sottolineato come «si muore ancora nei luoghi di lavoro e ci sono ancora persone che devono emigrare per sfamare le proprie famiglie. Le ferite ancora aperte ci richiamano ad un impegno costante affinché il futuro dei nostri figli sia migliore rispetto a quello che hanno conosciuto le generazioni precedenti».
Alla cerimonia di commemorazione a Manoppello, oltre a Marsilio, sono intervenuti, tra gli altri, il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, il prefetto di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo, e i parlamentari Nazario Pagano e Guerino Testa.
Anche il presidente del consiglio comunale dell'Aquila, Roberto Santangelo, ha voluto esprimere un pensiero in ricordo delle vittime abruzzesi di Marcinelle. «In ricordo della tragedia, oggi la miniera Bois du Cazier è diventata patrimonio Unesco e in memoria dei nostri connazionali che furono capaci di costruire grandi opere e che lì persero la vita, l’8 agosto è diventata la giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo», ha sottolineato il deputato di Fratelli d'Italia, Testa.
«Un doveroso omaggio ai tanti nostri connazionali che, emigrati alla ricerca di un futuro più sereno per se stessi e per le proprie famiglie, sono stati sfruttati e discriminati, arrivando a pagare con la vita condizioni di lavoro disumane», le parole di Pagano, coordinatore regionale Forza Italia e Presidente della I Commissione affari costituzionali della Camera, «la presenza del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Marcinelle, dimostra quanto sia importante rafforzare la sicurezza sul lavoro». Anche il neo segretario Pd Abruzzo, Daniele Marinelli, ha voluto ricordare «con rispetto e commozione le vittime della tragedia, che ha segnato nel profondo la nostra regione, così proiettata e partecipe alla dimensione dell'emigrazione. Il messaggio e il monito che giungono da Marcienelle sono più che mai attuali: la tutela del lavoro, in tutte le sue forme». E il consigliere regionale Dem, Antonio Blasioli, presente alla celebrazione che si è tenuta a Lettomanoppello, accanto a il primo cittadino Simone Romano D'Alfonso, il sindaco di Turrivalignani Gianni Placido e l’immancabile Nino Domenico Di Pietrantonio, che all’età di 11 anni perse il padre in quella tragedia, ha annunciato che il prossimo 7 settembre 27 alunni della seconda media di Lettomanoppello, Turrivalignani e Manoppello, visiteranno Marcinelle a spese della Regione Abruzzo.
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