Abruzzo, i più contagiati ora sono i 20enni

I ventenni si confermano come i più contagiati in questa fase della pandemia: con le scuole chiuse per le festività natalizie, è quindi soprattutto nella movida che corre la contagiosissima variante...
I ventenni si confermano come i più contagiati in questa fase della pandemia: con le scuole chiuse per le festività natalizie, è quindi soprattutto nella movida che corre la contagiosissima variante Delta. Secondo i dati della Regione, sono infatti 3.557 gli abruzzesi tra i 20 e i 29 anni risultati positivi tra il primo e il 5 gennaio, cioè oltre un quinto del totale delle 17.472 che si sono infettate.
Subito dopo vengono le fasce della piena età lavorativa: prima i quarantenni con 2.770 contagi (il 16% del totale), poi i cinquantenni con 2.579 casi (15%) e i trentenni con 2.567 (15%).
Solo a seguire i giovanissimi, che a scuole aperte risultavano i più colpiti in assoluto dal virus: prima gli adolescenti tra 12 e 19 con 2.059 casi (il 12% del totale) e poi i bambini con meno di 12 anni di età con 1.437 contagi (8%).
I meno contagiati sono gli abruzzesi che appartengono alle fasce di età più anziane e più a rischio, ma anche più vaccinate con le tre dosi del siero: prima i sessantenni con 1.347 casi (7% del totale), poi i settantenni con 777 contagi (4%) e in ultimo gli ultraottantenni con 379 casi (2%). (l.t.)
Subito dopo vengono le fasce della piena età lavorativa: prima i quarantenni con 2.770 contagi (il 16% del totale), poi i cinquantenni con 2.579 casi (15%) e i trentenni con 2.567 (15%).
Solo a seguire i giovanissimi, che a scuole aperte risultavano i più colpiti in assoluto dal virus: prima gli adolescenti tra 12 e 19 con 2.059 casi (il 12% del totale) e poi i bambini con meno di 12 anni di età con 1.437 contagi (8%).
I meno contagiati sono gli abruzzesi che appartengono alle fasce di età più anziane e più a rischio, ma anche più vaccinate con le tre dosi del siero: prima i sessantenni con 1.347 casi (7% del totale), poi i settantenni con 777 contagi (4%) e in ultimo gli ultraottantenni con 379 casi (2%). (l.t.)

