Abruzzo, le pensioni degli ex ci costano 4 milioni all’anno

21 Aprile 2017

E’ la cifra sborsata nel 2016 dalla Regione per pagare assegni diretti e di reversibilità A Del Colle, Novello e Tagliente l’importo massimo erogato di 60.102 euro lordi annui

PESCARA. Una stangata da circa 4 milioni di euro. A tanto ammonta la cifra sborsata nel 2016 dalle casse della Regione per pagare i vitalizi, diretti e di reversibilità, agli ex consiglieri e ai parenti superstiti. Nel dettaglio, 100 assegni diretti per un importo di quasi 3,2 milioni, ai quali vanno ad aggiungersi altri 800 mila euro circa erogati in favore di 45 parenti dei consiglieri deceduti. Per un totale di circa 4 milioni di euro.

Somme che, anche nel 2017, si assesteranno più o meno sulle stesse cifre. Stando ai dati aggiornati a marzo di quest’anno, disponibili sul sito del Consiglio regionale abruzzese, i numeri sono leggermente cambiati. Attualmente i vitalizi pagati sono 109, nove in più rispetto al 2016, per i quali nei primi tre mesi dell’anno sono già stati sborsati poco meno di 900 mila euro. Altri 200 mila circa se ne sono andati, invece, per i 40 assegni vitalizi di reversibilità, cinque in meno rispetto a dicembre dell’anno scorso. In proiezione, se i numeri resteranno questi, alla fine del 2017 si prevede una spesa più o meno in linea con quella sostenuta nel 2016. Quando, in testa al la classifica dell’assegno più ricco si è piazzato un terzetto d’eccezione: Vincenzo Del Colle, presidente della Giunta regionale dal 1992 al 1995 sotto le insegne della Democrazia cristiana e del Partito popolare; Gaetano Novello, anche lui ex Dc, già sindaco di Pescara e due volte componente della giunta regionale; e Giuseppe Tagliente, ex consigliere regionale, ex consigliere della Provincia di Chieti, ex consigliere comunale e poi sindaco di Vasto dal 1993 al 2000. Tutti e tre hanno portato a casa, nel 2016, un assegno annuo lordo di 60.102 euro. Segue, subito fuori dal podio, il democristiano Romeo Ricciuti. Lo storico leader della Coldiretti, già governatore dell’Abruzzo e sindaco dell’Aquila, eletto tre volte deputato: a lui sono andati l’anno scorso 51.516 euro lordi di vitalizio regionale.

Poco meno ha incassato l’ex socialista Ugo Giannunzio. Che nel 20167 ha dovuto accontentarsi, si fa per dire, di un assegno lordo annuo di 51.376 euro. Seguito, ex equo, da Paolo Ciammaichella, consigliere regionale negli anni Ottanta, già assessore all’Agricoltura nella giunta presieduta da Emilio Mattucci, e il gaspariano doc Sergio Fortunato Antico. Entrambi hanno incassato l’anno scorso 51.149 euro lordi (sempre annui) di vitalizio. Chiudono la top ten, sotto la soglia dei 50 mila euro, Mario Panunzi, ex assessore regionale del Partito popolare italiano (48.592 euro lordi annui); Antonio Saia, il comunista di San Valentino che nel suo curriculum vanta anche trascorsi da parlamentare nazionale (45.792 euro lordi l’anno); e l’ex assessore regionale Alberto La Barba (43.525 euro lordi sempre nell’arco del 2016). E non manca neppure chi, di vitalizi, ne percepisce addirittura due. Come i già citati Ricciuti e Saia (vedi pezzo in basso).

Se passassero le proposte presentate dalla consigliera del M5S Sara Marcozzi o quella annunciata dal portavoce della maggioranza consiliare, il dem Camillo D’Alessandro, i vitalizi incassati oggi da 109 ex consiglieri e 40 familiari superstiti subirebbero un drastico ridimensionamento. Un taglio, ad uno dei privilegi più odiati dai cittadini, che l’esponente del Movimento 5 Stelle non esita a definire «un provvedimento di equità sociale» nei confronti degli «abruzzesi pensionati minimi a 480 euro al mese». Quel che è certo è che, almeno per il momento, a tenere banco, sono soprattutto le polemiche (vedi pezzo a sinistra). Ma chissà che stavolta non portino a qualcosa di buono.©RIPRODUZIONE RISERVATA