Abruzzo, mancano decine di vigili del fuoco

Il sindacato Conapo scende in campo: chiede più personale e stessi stipendi delle forze dell’ordine
L’AQUILA . Ci sono sempre, ovunque ci sia qualcuno che ha bisogno di aiuto: incidenti, alluvioni, terremoti. Alla loro generosità e abnegazione, tuttavia, non corrisponde un trattamento adeguato, visto che a fine mese il loro stipendio è inferiore rispetto a quello delle forze dell’ordine. Anche in Abruzzo i vigili del fuoco sono pronti alla mobilitazione, per ribadire oltre ai temi nazionali anche criticità locali, come la carenza di organico, che a livello regionale vede decine di posti mancare all’appello. «Al governo», dice Elio D’Annibale, segretario regionale Abruzzo e coordinatore per il centro Italia del Conapo, il sindacato autonomo dei vigili del fuoco, «chiediamo il chiaro impegno a provvedere e azzerare le differenze retributive e previdenziali esistenti rispetto alle forze dell’ordine. Esiste un’ingiusta sperequazione che da troppo tempo penalizza i vigili del fuoco. Le misure di equiparazione retributiva e pensionistica comporterebbero un impegno di spesa di 216 milioni di euro all’anno, come calcolato dai competenti uffici del ministero dell’Interno». Ma non è finita qui. La prima criticità su tutte, è quella che si registra «in termini di vetustà e carenza degli automezzi di soccorso che, seppure cronica, recentemente appare ancora più marcata. Al comando dell’Aquila», spiega D’Annibale, «a mero titolo di esempio, sono ormai più i mezzi parcheggiati in officina che quelli operativi. Per non parlare delle tempistiche delle riparazioni che, nel migliore dei casi, sono di qualche mese. In alcuni casi parliamo di anni». Altra grave e cronica carenza riguarda il personale operativo, «che risulta insufficiente a colmare gli organici previsti e necessari a garantire alla collettività un dispositivo di soccorso adeguato ed efficiente. Nella provincia di Chieti», aggiunge il segretario regionale Conapo, «da anni abbiamo ottenuto per decreto un aumento di organico in due sedi dopo una battaglia lunga e certamente non facile proprio del Conapo, ma ancora oggi di questo personale non c’è neanche l’ombra, e si continua a operare sotto organico». All’Aquila, infine, «siamo sempre alle prese con il decennale problema della delocalizzazione della sede del comando che, dopo l’altolà del demanio per quanto riguarda l’ipotesi della ex caserma Rossi, sarà ricostruito nell’area ove già insiste la nostra direzione regionale in località Coppito, anche mediante l’acquisizione di un’area adiacente».
È necessario, tuttavia, «che si proceda speditamente, quantomeno per formalizzare l’iter procedurale. A tal fine, come Conapo», conclude D’Annibale, «siamo in costante contatto sia con la nostra amministrazione, sia con il Comune dell’Aquila, di cui apprezziamo l’impegno e che invitiamo a procedere senza indugio e con la medesima determinazione fin qui dimostrata». (a.bag.)

