Abruzzo, scongiurato il rischio della zona gialla

23 Luglio 2021

Albani (referente emergenze): numeri da fascia bianca, ma serve vaccinarsi

Nonostante l'aumento dei contagi registrato nelle ultime settimane, l'Abruzzo non rischia di passare in zona gialla: tutti gli indicatori restano assolutamente compatibili con la zona bianca. Il Governo ha varato le nuove regole per la classificazione delle regioni in aree di rischio colorate e i parametri introdotti, nonostante la curva in salita, collocano l'Abruzzo tra le migliori aree d'Italia. «In questo momento non corriamo rischi, ma devono vaccinarsi tutti, altrimenti in prospettiva potrebbero verificarsi delle criticità», avverte il referente regionale per le emergenze, Alberto Albani. Mentre la contagiosissima variante Delta circola sempre più velocemente, la campagna vaccinale procede spedita. Ma bisogna fare di più: sono 400mila gli abruzzesi che non hanno ricevuto neppure una dose di vaccino.
NUOVE REGOLE
Il decreto varato dal Consiglio dei ministri è stato fortemente voluto dalle Regioni, perché, mentre tutta l'Italia è in zona bianca, alcuni territori già da lunedì, in piena estate, rischiavano di finire in zona gialla. Non era tra queste l'Abruzzo, dove dopo un aumento repentino dei contagi, i numeri, seppur ancora in crescita, si sono stabilizzati. Se fino ad ora il parametro principale è stato quello dell'incidenza settimanale dei nuovi casi per centomila abitanti, ora quello prevalente per il cambio di zona sarà il tasso di ospedalizzazione. Con i vaccini, infatti, all'aumento dei contagi non corrisponde un aumento dei ricoveri. Si è quindi deciso di evitare il passaggio in zona gialla di diverse regioni, nel pieno della stagione turistica, con gli ospedali che sono pressoché vuoti.
INCIDENZA
Il parametro dell'incidenza, dunque, pur non essendo più il principale, resta in vigore. In Abruzzo, al momento, il dato è pari al 23,2, in aumento di un punto rispetto a mercoledì e di sette punti rispetto ad una settimana fa. L'indicatore, comunque, colloca la regione nella parte bassa della classifica, tra i territori in cui la situazione è più favorevole. Resta la soglia di 50 casi ogni centomila abitanti, che, però, andrà ora valutata insieme alla pressione ospedaliera. Se al superamento di quel livello si abbina un tasso di occupazione dei posti letto superiore al 10% per le terapie intensive e al 15% per l'area medica scatta la zona gialla.
RICOVERI
Al di sotto di quelle percentuali, anche con un'incidenza superiore a 50, si resta in zona bianca. Proprio per questo l'Abruzzo, al momento, non corre alcun rischio: il tasso di ospedalizzazione è all'1% sia per le terapie intensive, sia per l'area non critica, lontanissimo dalle soglie di guardia. Attualmente in rianimazione è ricoverata una sola persona, a fronte di 185 posti letto disponibili (cui se ne aggiungono 23 attivabili in caso di necessità). In area medica, invece, sono ricoverati 18 pazienti, a fronte di 1.324 posti disponibili. In altre parole, per superare le soglie da zona gialla, i ricoveri in rianimazione dovrebbero raggiungere le 19 unità e quelli in area medica le 200 unità.
ATTENZIONE
«L'Abruzzo ha tutti numeri da zona bianca», conferma Alberto Albani, a capo della task force contro il coronavirus, che accoglie favorevolmente i nuovi parametri disposti dal Governo. L'esperto, nel sottolineare che «al momento non rischiamo di passare in zona gialla», rilancia l'appello alla prudenza e al rispetto delle regole, perché «il virus circola e i numeri aumenteranno ancora». Il timore dell'esperto, però, è in prospettiva: «con l'aumento dei contagi si rischia che il Covid-19 raggiunga persone anziane e fragili, non vaccinate». Proprio per questo il referente regionale sottolinea che, affinché il trend resti favorevole, «è indispensabile che tutti si vaccinino».
VACCINI
Se la campagna vaccinale nelle quattro province procede spedita – solo ieri sono state somministrate ben 14.281 dosi – in Abruzzo, stando ai report disponibili sul sito del Governo, ci sono ancora 400mila persone che non hanno ricevuto neppure una dose. Il dato, in ogni caso, non riguarda esclusivamente coloro che non intendono vaccinarsi, perché comprende anche le persone che hanno già prenotato e attendono la somministrazione, ma è comunque indicativo di quanto lavoro ci sia ancora da fare. Proprio per questo si sta lavorando incessantemente per sensibilizzare gli scettici. Incoraggianti i dati relativi ai cittadini dai 60 anni in su: in media più dell'80% della popolazione ha ricevuto almeno una dose. Nella fascia 50-59 anni – si tratta di un'età in cui il Covid-19 può portare sintomi gravi, fino alla morte – c'è invece più del 30% della popolazione che non ha ricevuto neppure una dose. L'auspicio, ora che il Governo ha disposto l'estensione del green pass, è che ci sia un aumento delle richieste: «Speriamo che nelle prossime ore ci sia un boom di prenotazioni», afferma Albani.
NUOVI CASI
Intanto i nuovi casi accertati con gli ultimi test sono 61. Sono emersi dall'analisi di 2.913 tamponi molecolari: è risultato positivo il 2,09% dei campioni. I nuovi positivi hanno età compresa tra 7 mesi e 78 anni, ma ancora una volta tre contagi su quattro riguardano persone al di sotto dei 30 anni, cioè giovani e giovanissimi. L'incremento più consistente si registra nel Pescarese (+18), seguito dal Chietino (+17), dal Teramano (+13) e dall'Aquilano (+10). Gli attualmente positivi salgono a 1.064 (+40). Invariati i ricoveri, che sono 19, mentre i guariti delle ultime ore sono 21. Non ci sono decessi recenti: il bilancio delle vittime è fermo da una settimana a 2.513.