Abruzzo, tutte le date dei riscaldamenti

10 Settembre 2022

Il piano del Governo le ha già fissate per Pescara, Chieti e Teramo. Ma c’è il caso L’Aquila

L’AQUILA. Un’ora in meno al giorno di accensione dei termosifoni. E quindici giorni complessivi in meno nell’arco dell’inverno, cioè avvio posticipato di una settimana e anticipazione di 8 giorni dello spegnimento primaverile. Anche l’Abruzzo risparmierà sull’energia. E lo farà con il piano del ministro Roberto Cingolani. Che sarà a breve approvato con decreto.
La stretta sui tempi di accensione degli impianti termici è contenuta in una mappa a colori (a destra) inserita nella bozza del documento, che individua le fasce climatiche del territorio abruzzese (contrassegnate dalle zone C, D, E, F, in grado crescente, dalla meno fredda alla più fredda). Si va dal verde (zona D) della zona costiera del Teramano, del Pescarese e del Chietino) all’azzurro (zona E) dell’area subappenninica (la parte Sud della provincia dell’Aquila, l’entroterra del Pescarese e del Chietino) fino alla zona appenninica vera e propria della provincia dell’Aquila (Alto Aterno e vallata aquilana) in cui la macchia blu – che contrassegna la zona F, quella di Cuneo e Belluno, senza limiti di accensione degli impianti – sembra voler lambire, o ricomprendere, anche il capoluogo regionale, da sempre in zona E, vale a dire la seconda in classifica per temperature rigide.
In attesa dell’approvazione del decreto, che chiarirà anche questo aspetto, è possibile già individuare le date indicative per l’accensione degli impianti privati. Infatti, la stretta sul riscaldamenti non interessa ospedali e case di ricovero. Le nuove regole per il funzionamento degli impianti di riscaldamento scatteranno entro fine mese, modificando la vigente regolamentazione della temperatura e dell’orario di accensione invernale attraverso un decreto del ministro della Transizione ecologica.
Quando si potranno accendere i termosifoni in Abruzzo? All’Aquila (se resterà in zona E) il via libera è fissato per 13 ore al giorno dal 22 ottobre al 7 aprile. La zona F, come detto, non prevede limiti. Avezzano è in zona E, mentre Sulmona è in zona D. Campotosto, Santo Stefano di Sessanio e Roccaraso sono equiparate ai centri dell’arco alpino. Chieti, Teramo e Pescara, città capoluogo di provincia, sono inserite nella fascia D: potranno far partire gli impianti termici per 11 ore giornaliere dall’ 8 novembre e fino al 7 aprile. Toccherà ai sindaci firmare le ordinanze, che dovranno muoversi nell’alveo del decreto in via di approvazione. E della mappa che assegnerà a ciascuno dei 305 comuni abruzzesi una lettera. Ma la tabella (inserita nel Dpr 412/93) può essere modificata. Lo dice la legge. Una curiosità. Lo schema, ordinato per regioni e province, riporta per ciascun comune l’altitudine della casa comunale, i gradi-giorno e la zona climatica di appartenenza. Quindi accade, nel Teramano, che mentre il comune di Silvi è in zona C (la terza più “calda”) – così come Giulianova e Alba Adriatica – quello di Tortoreto è in zona D. In zona F i centri montani di Rocca Santa Maria, Cortino e Pietracamela. (e.n.)