Abusivi i muretti delle case popolari, è lite

27 Febbraio 2024

A distanza di 40 anni, scatta l’ordine di demolizione in via Lago di Capestrano. Ma i residenti dicono no

PESCARA. Sono abusivi da quarant’anni e, adesso, il Comune se n’è accorto e ne ha ordinato l’abbattimento. Tolleranza zero e nessuno sconto per i muretti davanti agli ingressi delle case popolari di via Lago di Capestrano: dal Comune è scattato l’ordine di demolizione. Ma i residenti contestano la decisione dell’amministrazione Masci. «Quei muretti, per gli inquilini degli stabili, rappresentano ormai una forma di sicurezza», dice la consigliera comunale della Lega, Maria Luigia Montopolino, «temono che, una volta buttati giù, si ritroveranno in balìa di tossici, delinquenti e sbandati». La consigliera ha incontrato un gruppo di residenti: «Sono stata contattata da diversi inquilini dei palazzi interessati all’abbattimento. Sono tutti molto arrabbiati e delusi soprattutto perché», dice Montopolino, «è stata negata loro la possibilità di avere un colloquio, di spiegare le problematiche che ci sono e, quindi, eventualmente di trovare insieme all’amministrazione e al sindaco una soluzione».
Dopo un censimento, che ha interessato i civici 11, 13, 15, 17, 19, 21 e 23, sono emerse «criticità strutturali»: l’amministrazione Masci ha deciso di abbattere i muretti con cancelli che si trovano ai civici 19, 21 e 23, proprio davanti ai portoni, in quanto non dichiarati e costruiti abusivamente. «Quei muretti oggi creano una sorta di preingresso, in cui gli inquilini», dice la consigliera, «lasciano le biciclette dei bambini, ma soprattutto proteggono i portoni e i palazzi. Il grande problema che c’è è proprio quello della sicurezza. Su via Lago di Capestrano, come ho già denunciato, da mesi la presenza di tossici e prostitute è aumentata. Di giorno, girano per la via, nel vicino parco, in via Imele, dando spesso fastidio ai ragazzi che escono dalla scuola calcio, e ancora girano nei dintorni dell’istituto Manthonè, chiedendo soldi agli studenti; di notte, invece, cercano luoghi in cui trovare riparo. E spesso questi posti sono i portoni. Vedi ciò che accade nei civici 13 e 15 di via Lago di Capestrano, nei locali Ater al civico 70 e nei locali ascensori del civico 15. La paura grande ora», afferma Montopolino, «è che la stessa situazione possa verificarsi anche ai civici 19, 21 e 23 nel momento in cui i portoni non saranno più protetti dalle recinzioni». La consigliera conclude: «Qualcuno dice che ci saranno controlli. E cosa vuol dire? Che 24 ore su 24 ci saranno le forze dell’ordine sotto i portoni a presidiare? Non credo sia possibile. Quindi», questo l’appello della consigliera, «chiedo al sindaco Carlo Masci di cercare di trovare una soluzione, che tenga conto anche delle esigenze di sicurezza dei residenti».