Abusò della figlia, condannato a 7 anni

19 Maggio 2015

Montesilvano, la sentenza per un 61enne accusato di violenza. La giovane riuscì a chiudersi in bagno e a dare l’allarme

MONTESILVANO. Aveva minacciato con il coltello la figlia all’epoca 25enne tentando di costringerla ad avere un rapporto sessuale. Ma la giovane, all’epoca, sarebbe però riuscita divincolarsi dalla furia del padre e a chiudersi in bagno per chiamare i carabinieri.

E’ stato condannato a sette anni e a 20 mila euro di risarcimento alla parte civile un 61enne accusato dal pm Barbara Del Bono di violenza sessuale, maltrattamenti, lesioni personali e ingiurie ai danni della figlia all’epoca 25enne.

La sentenza è arrivata nel pomeriggio di ieri ed è stata emessa dal collegio presieduto da Angelo Zaccagnini che, quindi, ha condannato l’uomo a sette anni.

I fatti risalgono tra 2010 e 2013. Al centro delle accuse formulate dal pm Del Bono sono finiti due episodi di due anni fa. Nel corso dell’ultimo, l’uomo era stato arrestato nella sua abitazione di Montesilvano dove si trovava agli arresti domiciliari per altri reati.

Ma proprio in quell’occasione, secondo l’accusa, il 61enne avrebbe minacciato con un coltello la figlia tentando di costringerla ad avere un rapporto sessuale. La giovane, dopo una breve colluttazione, era riuscita però a divincolarsi e a chiudersi in bagno e a chiamare i carabinieri con il cellulare.

Una volta trasportata in ospedale, la ragazza aveva riportato contusioni alla testa e alla mano con una prognosi di venti giorni.

Nella precedenti udienze a deporre di fronte al collegio era stata – tra gli altri – anche l’assistente legale di un centro di anti-violenza di Pescara che aveva raccontato in aula che la giovane le aveva confidato «che il padre la maltrattava e la prendeva a bastonate, che aveva tentato di strangolarla e che non le dava da mangiare, tanto che in quei giorni si apprestava a passare il Natale senza cibo». «È passato tanto tempo e non ricordo se la ragazza mi parlò anche di tentativi di violenza sessuale da parte del padre», aveva aggiunto la testimone incalzata dall'avvocato della difesa. «La ragazza ci aveva riferito delle violenze subìte dal padre», aveva aggiunto, «e noi stavamo cercando di aiutarla a liberarsi».

Ieri, per il 61enne, è arrivata la sentenza di condanna a sette anni e al pagamento di 20mila euro per la parte civile. Sia l’imputato che la parte civile erano in aula al momento del verdetto. (cr.pe.)

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