Accampati tra le case, esposto in procura

In via Ariosto materassi nel cortile e bici appese alle ringhiere. Il consigliere Aliano chiede l’intervento della magistratura
MONTESILVANO. Le polemiche scatenate dall’ordinanza di sgombero del sindaco di Pescara nei confronti dei trecento senegalesi del mercatino della stazione, dopo le segnalazioni di Asl, polizia municipale e polizia ferroviaria hanno riportato l’attenzione anche sulla questione di via Ariosto dove, meno di due mesi fa, la Guardia di finanza ha messo a segno l’omonima operazione che ha smantellato la holding dei senegalesi dediti al traffico di droga nelle case definite dalle forze dell’ordine una sorta di kasbah dove, con tanto di sentinelle all’esterno, si sarebbero smerciati anche 40 chili di droga a settimana.
Un’operazione che riportò alla ribalta un’emergenza che le forze dell’ordine conoscono bene al punto da fare blitz sistematici in quei palazzi. E proprio mentre infuriano le polemiche sul caso Pescara, il consigliere comunale di Rievoluzione, Anthony Aliano, torna a puntare il dito proprio su quei palazzi di via Ariosto, annunciando un esposto in Procura con cui si prepara a chiedere lo sgombero immediato dell’area.
«Anche a Montesilvano, come a Pescara», afferma Aliano, «migliaia di cittadini sono costretti a convivere con lo scempio a cielo aperto di via Ariosto. Zona dimenticata dalle istituzioni, in cui centinaia di extracomunitari credono di poter vivere come meglio credono, infischiandosene della legge e delle autorità».
Ed ecco, situazione per situazione, i fotogrammi che raccontano l’altra Montesilvano, a due passi dalla riviera, a due passi dai grandi alberghi: «Materassi affilati nel cortile utilizzati da decine di persone, bici appese sulle ringhiere pericolanti, botteghe improvvisate da pseudo barbieri, ristorazione a cielo aperto di carne e arrosticini per non dimenticare l’attività di spaccio che si consuma quotidianamente. Mi domando», si chiede Aliano, «perché si debba tollerare uno scempio del genere consentendo a costoro di violare la legge impunemente, mortificando un’intera comunità, costretta a vivere in quel quartiere come topi in gabbia poiché impossibilitata a vendere la propria abitazione per carenza di interesse all’acquisto. Se chiedere il rispetto delle regole significa essere razzisti, allora sono fiero di esserlo. Se invece la legge è valida per tutti, che si provveda immediatamente allo sgombero dell’area per ragioni igienico-sanitarie e che sia proprio il sindaco, autorità sanitaria locale, a emanare un’ordinanza urgente».
Sottolinea il consigliere: «Restituire qualità alla vita dei cittadini applicando la legge è priorità assoluta e non più condizionabile da pochi buonisti. Che costoro ospitino tali situazioni presso le loro abitazioni se ne hanno il coraggio altrimenti tacciano.
«Nei prossimi giorni», conclude Aliano, «provvederò, congiuntamente con altri professionisti residenti, a presentare un esposto presso la Procura affinché sia dato fine allo scempio e contestualmente presenterò una mozione affinché la giunta - se consentito - si impegni ad autorizzare la costituzione di parte civile nel processo penale contro gli spacciatori per chiederne il divieto di dimora perpetuo nella nostra città.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

