Accoltella un uomo per ottenere la cocaina

Arrestato dalla polizia un 44enne dopo l’aggressione in via Moro. La vittima ferita non gravemente
PESCARA. Pur di avere una dose di droga accoltella un uomo e lo minaccia di morte, riuscendo così ad ottenere la cocaina. Si sono concluse con l’arresto dell’aggressore le indagini della squadra mobile sulla rapina fine maggio in via Aldo Moro.
La vittima è un 35enne già conosciuto per questioni di droga mentre l’indagato, finito in carcere, è Emanuele Paolini, 44 anni, volto già noto alla polizia, che è stato arrestato dagli uomini della sezione Antirapina della Mobile per rapina aggravata (dall’utilizzo dell’arma e per aver agito per motivi abietti), lesioni volontarie aggravate, porto di coltello fuori dalla propria abitazione senza giustificato motivo. I fatti, così come sono stati ricostruiti dagli investigatori, hanno indotto il pm Salvatore Campochiaro a chiedere al gip Elio Bongrazio l'arresto di Paolini, che ha colpito l’altro al braccio, all’emitorace e alla coscia, provocandogli lesioni guaribili in dodici giorni.
E’ il 27 maggio quando la vittima raggiunge casa dei genitori con un amico. E’ tardi, è passata la mezzanotte. Paolini avvicina il 35enne e chiede spiegazioni della sua presenza lì. L’altro risponde di voler controllare le condizioni di salute della madre, che ha avuto un malore. Uscendo da casa il 35enne incrocia di nuovo Paolini, che vive nello stesso stabile. Si fa avanti per un motivo diverso: vuole della cocaina, l’altro risponde che non ne ha e sale in macchina ed è allora che Paolini apre la portiera dell’auto e comincia a colpirlo con il coltello al braccio, al fianco e alla coscia.
Dopo quei fendenti chiede di nuovo la droga e lo minaccia dicendo «Adesso mi dai la cocaina? La prossima coltellata ti prendo al cuore e ti ammazzo». Il malcapitato, sentendosi in pericolo, tira fuori dal portafogli una confezione con 0,2 grammi di cocaina e l’aggressore si allontana. La vittima raggiunge casa dei genitori, perdendo sangue, e poi il pronto soccorso, dove viene trasportato dal 118. In ospedale arriva il personale della squadra volante, ma il 35enne fornisce una prima versione non veritiera. Racconta di essere stato colpito all’improvviso da uno sconosciuto, fuggito in scooter e poi mente anche alla squadra mobile, diretta da Dante Cosentino. Ma poi viene messo alle strette e ripercorre i fatti così come sono avvenuti. Alla ricostruzione contribuisce anche il testimone che ha visto tutto, dall’aggressione in auto al tentativo di fuga della vittima dopo le prime coltellate, poi seguite da altri fendenti sferrati dall’indagato.
Il giudice, che ha disposto l’arresto, tiene conto del pericolo che Paolini commetta altre malefatte, considerati i suoi precedenti, e anche della gravità dell’accoltellamento per ottenere la droga, che evidenzia il carattere violento dell’indagato.
Tra l’altro Paolini ha reagito, sostiene il gip, in maniera del tutto spropositata al rifiuto della vittima di dargli la cocaina. Non solo, quindi, sussistono le esigenze cautelari, sostiene il gip, ma la misura più idonea è l’arresto, viste la gravità dei fatti e la personalità dell’indagato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

