Acqua alla Puglia, allarme da Bussi: «Assalto all’oro blu»

Domani primo incontro con i cittadini sul futuro del Tirino Di Carlo: «La valle è in pericolo». Al tavolo, FdI, Lega e Pd
BUSSI SUL TIRINO. «La nostra valle è in pericolo; l’acqua più preziosa della regione è al centro di una corsa all’oro senza precedenti». Parla così Carmine Di Carlo, consigliere comunale del gruppo Rianimiamo Bussi, dopo il pericolo scampato (per adesso) dell’acqua del fiume Tirino alla Puglia. Di Carlo è certo: anche in questi giorni è in corso «un assalto all’oro blu». Questo il tema al centro di un convegno in programma domani alle ore 18 nella sala conferenze del Comune di Bussi e intitolato “Le acque del Tirino un ragionevole e ragionato equilibrio tra tutela e opportunità”: è la prima volta che, in un incontro con i cittadini, si parla di acqua alla Puglia, un tema che ha acceso lo scontro politico.
Un rischio finora escluso: l’Ersi, l’ente gestore dell’acqua in Abruzzo, ha detto no alla richiesta dell’Acquedotto Pugliese di eseguire analisi alla sorgente Basso Tirino. Una richiesta, quella dell’Acquedotto Pugliese, che si fonda su uno studio del 2022 condotto dal Politecnico di Bari e dall’università d'Annunzio di Chieti Pescara che ha rivelato: «Le acque della sorgente del Basso Tirino presentano interessanti prospettive di sfruttamento a uso idropotabile» con «capacità di captazione stimata di almeno 4-5 metri cubi al secondo», cioè 4mila-5mila litri al secondo.
Ora Di Carlo lancia l’allarme sulle «nuove minacce che incombono sullo sfruttamento delle acque del bacino del Tirino. Il pericoloso e irreversibile assalto all’oro blu della Valle del Tirino sta mettendo a rischio la sopravvivenza della biodiversità dell’ecosistema e delle stesse attività produttive della zona, con serie ripercussioni sull’indotto economico che oggi coinvolge oltre 200 lavoratori tra dipendenti diretti della Società chimica Bussi, aziende dell’indotto e co-insediate».
Il convegno di domani, coordinato dai consiglieri di Bussi Dario Sericola e Simonetta Setta, riunisce allo stesso tavolo centrodestra di governo e centrosinistra all’opposizione: dopo Di Carlo e i saluti del vice sindaco reggente Paolo Salvatore, parola a quattro consiglieri regionali, Leonardo D’Addazio di Fratelli d’Italia, Vincenzo D’Incecco (Lega), Antonio Blasioli e Antonio Di Marco del Pd. «Dopo le mistificazioni del passato sull’inquinamento causato dalla discarica a valle di Bussi, oggi tutti vogliono le nostre acque», dice Di Carlo, «non siamo contrari ad aiutare le popolazioni della Val Pescara in razionamento idrico, ma chiediamo che i sacrifici richiesti alla falda non vengano annullati. La dispersione oggi è arrivata al 60%, per questo sollecitiamo interventi urgenti sulle condutture all’Aca, alla Regione e all’Ersi. Non possiamo più permettere che interessi economici privati mettano a repentaglio il futuro della nostra comunità e del nostro ambiente. Il problema», conclude Di Carlo, «non riguarda solo il prelievo di migliaia di litri d’acqua al secondo dalla falda del Tirino, con richieste anche da regioni limitrofe, ma anche il rinnovo delle concessioni di derivazione idroelettrica e quindi la sopravvivenza stessa delle realtà industriali che garantiscono occupazione a buona parte della nostra comunità. La gara pubblica già in atto rischia di tagliare fuori le aziende del territorio, come la Società chimica Bussi che autoproduce la corrente elettrica utilizzando le acque residue del fiume e oggi dà lavoro a 130 dipendenti, i quali insieme agli altri 25 dell’indotto e ai 60 in servizio nelle aziende co-insediate rischierebbero di perdere il posto di lavoro». Di Carlo lancia un appello alla politica: «Invitiamo i rappresentanti politici regionali a elaborare una strategia comune in difesa del nostro territorio e dell’occupazione di circa 215 famiglie. Ai cittadini chiediamo di partecipare numerosi al convegno per far sentire la propria voce e mobilitarsi in difesa di un bene pubblico essenziale».

