Acqua avvelenata, udienza e sit-in

15 Luglio 2014

Protesta davanti al Tribunale per il processo pescarese ai vertici Aca, Ato e Asl

PESCARA. Sit davanti al Tribunale di Pescara e grande mobilitazione del popolo ambientalista, stamani, per la ripresa del processo ai vertici Ato, Aca e Sian Asl, accusati di aver consentito l’immissione di acqua contaminata nella rete idrica, su un bacino di 700mila persone senza controllo, compresi ospedali e e scuole.

Il Wwf annuncia la costituzione di parte civile, come ha già fatto nell’altro processo che vede imputate 19 persone e riprenderà a Chieti, in Corte d’Assise, il 19 settembre.

Oggi dunque parte il secondo troncone giudiziario pescarese, quello legato alla scoperta delle megadiscariche nel 2007. Il gup, Maria Carla Sacco, dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio chiesta dal pm nei confronti di Giorgio D’Ambrosio, ex presidente Ato; Bruno Catena, ex presidente Aca; Bartolomeo Di Giovanni, direttore generale dell’Aca; Lorenzo Livello, direttore tecnico Aca e dell’ex responsabile Sian-Asl di Pescara, Roberto Rongione.

E proprio davanti al Tribunale, in via Lo Feudo, andrà in scena la protesta con una conferenza indetta dal Forum dei movimenti per l’Acqua.

La divisione in due tronconi giudiziari deriva dal fatto che, nel maggio 2011, venne emessa da altro giudice una sentenza di non luogo a procedere che escludeva dal processo i vertici Ato e Aca, sentenza poi annullata dalla Cassazione (ottobre 2012) che ha anche disposto un nuovo esame, quello che, dopo alcuni rinvii, ricomincerà oggi a Pescara.

«È importante» osserva l'avvocato Tommaso Navarra, legale del Wwf Italia, «che l'accertamento della verità sia completo e riguardi tutti gli aspetti di questa complessa vicenda. Altrettanto importante che si arrivi a un giudizio in tempi ragionevolmente brevi per restituire ai cittadini fiducia nelle istituzioni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA