Acqua dal soffitto, Mazzocca senza ufficio

2 Luglio 2017

Il sottosegretario regionale con delega alla Protezione civile abbandona per protesta i locali di via Passolanciano 

PESCARA. L’ufficio di Mario Mazzocca, nel palazzo di via Passolanciano, è «inagibile». E quindi il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale - che, ironia della sorte, ha la delega alla Protezione civile - dovrà necessariamente lasciare il quinto piano della struttura di proprietà della Provincia, per trasferirsi in piazza Unione. Lo annuncia lui stesso spiegando che da domani sarà nella stanza del gruppo consiliare regionale. La speranza è che questo passaggio sarà solo «temporaneo», anche perché i suoi due collaboratori «godranno di un periodo di ferie forzate, spero breve», in attesa di risolvere la questione.
Mazzocca elenca i mille problemi riscontrati in via Passolanciano che rendono inevitabile la decisione di chiudere.
«Dal 26 giugno», spiega, «manca la connessione di rete su due piani»: il quarto (dove si trovano gli uffici del vice presidente Giovanni Lolli) e il quinto, quello di Mazzocca. Ecco perché non funzionano «telefoni, fax e stampanti». Come se non bastasse, «da circa 16 mesi perdura ininterrottamente il mancato funzionamento dell'impianto di climatizzazione. Una situazione, questa, che rende di fatto impossibile il lavoro di circa cento dipendenti».
In vista degli inevitabili disagi legati all’estate torrida, Mazzocca ha deciso di reagire, rendendo pubblica la situazione dei locali in cui è stato fino ad oggi, perché «la misura è colma». «Fin dalla nascita», dichiara, «sono abituato a resistere alle angherie del clima, un po’ meno a quelle della tecnologia o derivanti dalla mancata manutenzione degli impianti. Sorvolando sul lungo inverno vissuto al gelo e sulla seconda estate che ci accingiamo ad affrontare al caldo torrido, ritengo sia intollerabile che non vengano affrontati in modo risoluto problemi segnalati da anni. È intollerabile che si costringano dipendenti e visitatori a fare lo slalom tra le bacinelle piazzate nei corridoi per raccogliere l’acqua che cade dai tubi dell’impianto di climatizzazione del soffitto. Ed è intollerabile», prosegue, «che dopo giorni non sia stata ancora riattivata la connessione ad internet, o che il (normale) funzionamento degli ascensori sia una vera e propria chimera. Intollerabile», sottolinea ancora, «che metà dei locali assomiglino più a depositi di scorte che ad uffici. L’immagine che ne scaturisce è quella di un inarrestabile degrado, aggravato dal fatto che sta per essere completato il trasferimento dei dipendenti attualmente in servizio in via Raffaello. Questo personale dovrà lavorare in una sede così compromessa».
Per quanto lo riguarda Mazzocca ha deciso di non tollerare oltre e di chiedere ospitalità al gruppo, nella sede pescarese del Consiglio regionale. Sempre che il suo sfogo non produca l’effetto di far partire subito degli interventi di riparazione. (e.r.)
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