Acqua, mezza provincia a secco: «Mancano 200 litri al secondo»

13 Luglio 2021

Allarme della presidente dell’azienda acquedottistica Brandelli: «Sono aumentati ancora i consumi» Previsti interventi sulle condotte, ma scoppia la polemica sulle spese per l’acquisto delle autoclavi

PESCARA. Mezza provincia è in questi giorni con i rubinetti a secco perché mancano 200 litri al secondo di acqua. Il dato è stato fornito ieri dalla presidente dell’Aca Giovanna Brandelli invitata in commissione Ambiente del Comune per parlare dell’emergenza idrica che sta mettendo in ginocchio da settimane migliaia di famiglie del Pescarese.
La nuova crisi, scoppiata questa estate, non sarebbe dovuta solo alle cattive condizioni delle condotte idriche, ma ad un improvviso aumento dei consumi registrato negli ultimi mesi dall’azienda acquedottistica. A farlo presente è stata Giovanna Brandelli. «La responsabile dell’Aca ci ha spiegato», ha riferito il presidente della commissione Ivo Petrelli, «che attualmente il fabbisogno di acqua potabile è di 3.400 litri al secondo, ma prima dell’emergenza Covid era di 2.900 litri. L’Aca riesce a garantire solo 3.200 litri al secondo, con una carenza di 200 litri al secondo che nell’arco di 24 ore giornaliere diventa una cifra importante».
«Per questo motivo», ha affermato Petrelli, «abbiamo ritenuto importante affrontare in commissione la problematica che sta ovviamente monopolizzando il dibattito in città e che ha visto anche la dura presa di posizione del sindaco Carlo Masci, in riferimento all’emergenza idrica che sta affliggendo la città e che purtroppo ha radici antiche». «La presidente Brandelli», ha aggiunto, «ha ammesso che il problema esiste, sia a livello generale, che particolare. In generale influiscono sulla carenza i cambiamenti climatici, i dati confermano che per ogni grado centigrado di aumento della temperatura perdiamo il 20 per cento di disponibilità idrica nelle sorgenti. C’è poi l’aumento del fabbisogno idrico». Senza contare il problema delle cattive condizioni delle condotte. «Altra questione importante, sottolineata dalla presidente dell’Aca», ha avvertito Petrelli, «la fatiscenza della rete. Il 25 per cento delle condotte in uso ha più di 50 anni. Il 75 per cento ha almeno 25 anni. Ovviamente più è vecchia la rete, più si registrano perdite con dispersioni importanti di acqua. Sino ad oggi, l’Aca ha portato avanti una manutenzione a macchia di leopardo, cioè fatta inseguendo le rotture».
«L’unica soluzione», ha precisato, «è innescare una lotta contro il tempo portando avanti una mappatura su tutti i territori per la ricerca preventiva delle possibili perdite. Attualmente, per garantire acqua a tutta la popolazione viene data una pressione di 0,5 bar, ma aumentarla significherebbe causare rotture e perdite delle condotte».
Infine, da registrare una polemica durante i lavori della commissione in merito al consiglio dell’Aca di dotare tutti i condomini di autoclave. Da diversi consiglieri sono arrivate perplessità, perché non tutte le famiglie in questo periodo di crisi possono permettersi di sostenere la spesa per l’acquisto di simili apparecchi. «La spesa», ha osservato Petrelli, «andrebbe ad incidere sul bilancio delle famiglie che già pagano bollette salate per un servizio che, di fatto, non c’è. Da qui la proposta, che affronteremo in giunta e in consiglio, di studiare soluzioni e forme di aiuto alle famiglie in difficoltà».
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