Addio a Claudio Di Risio, ex della banda Battestini

5 Luglio 2026

È morto all’ospedale di Pescara dopo una malattia, dal 2013 era ai domiciliari. Il boss Ballone: «Se n’è andato anche lui. Amico di tante battaglie. Riposa in pace»

PESCARA. «Morirò nel mio letto. E quando sarà, l’ho già detto a mia sorella, voglio una cosa sola. La scritta sulla pietra “voglio andare in paradiso, perché all’inferno ci sono già stato”». Era questo il desiderio che l’ex rapinatore Claudio Di Risio raccontava al Centro otto anni fa, quando lasciava il carcere di San Donato e tornava a casa per finire di scontare la sua pena e al contempo curarsi dalle gravi patologie con cui lottava da anni. Ma Di Risio, volto storico della banda Battestini, protagonista della storica fuga dal carcere con Massimo Ballone, alla fine non è morto a casa come voleva lui, ma in un letto dell’ospedale Santo Spirito di Pescara dove era ricoverato da una ventina di giorni. Sessantaquattro anni e quasi una vita passata dietro le sbarre delle carceri di tutta Italia: per l’ex componente della banda Battestini, protagonista di quel pesante capitolo della storia criminale pescarese a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, il primo a dare pubblicamente le condoglianze è il suo «fratello di sangue».

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