Addio a don Antonio, il sacerdote buono

25 Giugno 2021

È morto a 75 anni il parroco di Vallemare e Villareia. Il vescovo Valentinetti: «Era umile e di cuore». Oggi alle 20 il funerale

CEPAGATTI. Speravano tutti che si riprendesse, per tornare nelle sue parrocchie. E invece don Antonio Crisante ha chiuso per sempre gli occhi ieri mattina, in ospedale, a Pescara. Aveva 75 anni, era originario di Pianella e da una vita, dal 1975, guidava due delle parrocchie di Cepagatti, quella di Vallemare (dove viveva) e quella di Villareia (che lui stesso ha contribuito a far nascere), dopo un'esperienza come viceparroco a Montesilvano e un breve periodo a Passo Cordone, oltre ad aver insegnato religione all’Istituto professionale per l’agricoltura di Villareia. «È stato un sacerdote umile, di cuore», dice di lui Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne. «Con la sua semplicità ha conquistato la gente e i fedeli delle comunità che ha amato. I tanti anni passati a Vallemare e Villareia lo hanno reso “uno di famiglia” – così si sentiva don Antonio – il fratello maggiore di tanti, l'amico, il padre accogliente».
«Ci è dispiaciuto non averlo potuto salutare», dice affranta il vice sindaco Annalisa Palozzo che conosceva da sempre don Antonio e proprio da lui è stata «accompagnata in ogni passo importante, dal battesimo al matrimonio». Il ricordo che conserva è dolcissimo e pieno di esperienze condivise con la comunità parrocchiale. «Era una persona buona, umile, sempre disponibile e ha aiutato tutti, in ogni senso», dice Palozzo pensando, tra l’altro, a quanto tenesse ai bambini, «e per loro organizzava i campi estivi». Il rapporto con i parrocchiani «era fraterno», anzi «viveva per i parrocchiani» e don Antonio ha avuto la capacità «di unire le due parrocchie. È stato un capofamiglia» di queste due realtà, «si è sempre reso disponibile per far stare insieme le persone» ed era «il collante» di tutti gli appuntamenti. Oltre a tenere insieme cori, gruppi di preghiera, focolarini, e le famiglie del Cammino neocatecumenale, con l’Azione cattolica dei ragazzi, solo per dirne alcune, ha seguito la costruzione dell’oratorio di Villamare, diventato «un punto di ritrovo importante. Tra le iniziative riconducibili a don Antonio ci sono anche «la distribuzione di pacchi del Banco alimentare alle famiglie bisognose, e la festa dei nonni, a ottobre, che veniva celebrata non solo con una messa ma anche con un pranzo». La notte di Natale, poi, era doppiamente speciale “perché don Antonio era nato il 24 dicembre e quindi dopo la messa festeggiavamo il suo compleanno», conclude Palozzo dicendo del «dolore» che la comunità vive in queste ore. Don Antonio lascia le sorelle Eva e Olga, con Bruno, i nipoti Sandro con Ciriaca, Patrizia con Diego, Francesco, Andrea e Valentina, le cognate Irma e Lucia. La cerimonia funebre, presieduta dal vescovo, oggi alle 20 nel cortile della chiesa di Vallemare. La camera ardente nella chiesa di San Martino.
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