Addio a Enio Lanaro, maestro acconciatore

Vittima del Covid, aveva 62 anni, era in pensione da un anno. San Donato in lutto, dolore ai funerali
PESCARA. Non aveva problemi di salute. E' stato il Covid a portarselo via. Enio Lanaro, maestro acconciatore, è morto a 62 anni, lasciando la moglie Annamaria, i figli Giorgia e Roberto, il genero Roberto, il nipotino Michele e tanti amici, molti dei quali erano suoi clienti. Ieri l'addio, nella chiesa San Gabriele dell'Addolorata, dove si sono ritrovati tutti coloro che hanno conosciuto e apprezzato Lanaro, soprattutto per il suo lavoro. Ed è stata un'onda di affetto che ha riempito il cuore della famiglia di Lanaro, come racconta il cognato Riccardo Padovano, presidente della Confcommercio di Pescara. «Da ragazzo di bottega qual era da giovane era arrivato a creare il suo barber shop», dice Padovano con grande ammirazione ricordando che «inizialmente Enio lavorava da Marcello e i suoi clienti ricordano ancora oggi quella fase». Oltre a esercitare l'attività, Lanaro «insegnava, si occupava di tenere i corsi di formazione all'interno della Cna» e nel suo quartiere, San Donato, dove viveva e lavorava, «era un punto di riferimento». Era «una persona generosa, un uomo buono, molto legato alla famiglia. E la sua è davvero una famiglia modello, io mi complimentavo sempre con lui per quello che aveva costruito con i suoi cari. In tanti gli volevano bene e la dimostrazione l'abbiamo avuto in occasione dell'ultimo saluto perché c'erano molte persone, non solo di San Donato» e qualcuno è arrivato da fuori. Lanaro, che il cognato definisce «un barbiere tradizionale», era andato in pensione da un anno, lasciando l'attività di via Rio Sparto al figlio, che quindi si muoverà seguendo le orme del padre, ma «introducendo delle nuove tecniche». «Enio è stato un pioniere, in quella zona, per le piccole attività», racconta sempre Padovano e poi «è stato un grande uomo, i suoi clienti erano i suoi amici».
Dovergli dire addio spezza il cuore. «Questo Covid è maledetto, lui non aveva altri problemi di salute, patologie zero», conclude il cognato di Lanaro rimarcando la pericolosità del Covid 19 e ricordando gli appelli alla prudenza lanciati in continuazione, alla guida della Confcommercio, affinché vengano rispettate le regole più elementari per tenere lontano il virus.

