Addio a Ferrante, storico dipendente Asl

Aveva 72 anni, era originario di Manoppello. I funerali stamani alle 11 nella cattedrale di San Cetteo
PESCARA. L’ultimo pensiero consegnato a uno dei due figli: «State vicino alla mamma». Poi la morte, sopraggiunta appena poche ore dopo, ieri mattina alle 10,30 nella casa di via dei Bastioni, a Porta Nuova.
Così se ne è andato Italo Ferrante, 72 anni, impiegato della Asl in pensione, pescarese, originario di Manoppello. I funerali si terranno stamani alle 11 nella cattedrale di San Cetteo. La funzione funebre sarà celebrata dall’abate don Francesco Santuccione.
Ferrante lascia distrutti dal dolore la moglie Elisabetta Terenzio, Betta per gli amici, (sorella di Peppino Terenzio, tipografo del centro storico che a dicembre ha perso la moglie Manuela, scomparsa a 56 anni dopo una breve malattia), i figli Luigi, 43 anni, professionista del settore informatico e Fabrizio, 42 anni, infermiere ad Ancona, gli adorati nipoti, Camilla, Riccardo e Paolo, la nuora Francesca, la suocera Emma. Ferrante era in pensione da una decina d’anni, dopo 40 in servizio alla Asl di Pescara. Da tempo combatteva contro un male che lo ha vinto ieri dopo una notte «turbolenta», racconta in lacrime la moglie Betta, «era smanioso, faticava a dormire» L’improvviso malore, l’arrivo dell’ambulanza, il trasporto in ospedale. Ma subito i medici hanno capito che non c’era più nulla da fare. Lunedì prossimo avrebbe festeggiato il suo 73esimo compleanno. Era nato l’8 febbraio 1948 in Val Pescara. Un giorno, in visita a Pescara, aveva conosciuto Elisabetta ed è stato colpo di fulmine. Quarantaquattro anni felici, insieme. «Era un uomo buono», ricorda la moglie, pescarese, «un padre eccezionale, sempre accanto ai figli che seguiva nelle loro passioni, il calcio, la pallacanestro, gli scout, un nonno adorabile. Non l’ho mai sentito lamentarsi, era sempre gioioso. Era una persona seria, si faceva benvolere da tutti». In tanti lo ricordano passeggiare lungo le vie del quartiere, la puntatina al bar vicino casa, la chiacchierata con l’amico edicolante di san Cetteo. Martedì l’ultima telefonata a Fabrizio: «State vicini alla mamma». Per la signora Betta «un presagio». La salma riposerà nella tomba di famiglia a San Silvestro. (c.co.)

