Addio a Fiore Di Sciascio ex politico e prof del Volta

29 Marzo 2016

Aveva 91 anni, dal 1956 al 1975 è stato consigliere comunale e assessore Dc Prigioniero di guerra a 20 anni, riuscì a fuggire. Oggi i funerali a San Cetteo

PESCARA. Avrebbe compiuto 92 anni il prossimo 21 luglio Fiore Di Sciascio, uomo politico dal 1956 al 1975 al Comune di Pescara e uno degli ultimi prigionieri del nazismo nel corso della Seconda guerra mondiale ancora in vita, deceduto ieri mattina nella sua casa di via Italica a Porta Nuova. Nato a Guardiagrele nel 1924, aveva conseguito la laurea a Napoli nel 1952 e un successivo dottorato in Ingegneria Civile e Trasporti. Di Sciascio lascia i figli Pietro, Annalisa, Maria, i nipoti Lorenzo e Beatrice i fratelli Angela, Maria, Luigi, Sergio.

A soli venti anni, quando risiedeva a Guardiagrele, il 17 gennaio del 1944 alle due del pomeriggio, una pattuglia di due soldati tedeschi operanti nella zona lo trovò nascosto in una grotta nei pressi del torrente Vesola in contrada Caporosso e lo fece prigioniero. Con la minaccia delle armi venne condotto a Bocca di Valle e sottoposto a interrogatorio e angherie. Circa due settimane dopo, quando era stato trasferito a Manoppello, durante la notte riuscì a fuggire dalla prigionia eludendo il controllo dei tedeschi. Superato lo shock, Di Sciascio si laureò a Napoli e fu uno dei primi iscritti all'albo professionale degli ingegneri di Pescara.

In seguito, dal 1956 al 1975, è stato ininterrottamente consigliere e assessore comunale (occupandosi tra le altre cose della costruzione dello stadio Adriatico e della realizzazione dell’acquedotto Giardino), ma anche stimato professore dell’istituto tecnico industriale Volta. È stato anche componente della commissione di redazione del piano regolatore di Pescara del 1959, presieduta dall’allora sindaco Mancini e composta anche da Vittorio Campobassi, Aldo Cetrullo, Renato Gentile, Attilio Giammaria, Camillo Michetti ed Enrico Patucca, e consulente tecnico-legale del tribunale. La prima elezione al Comune avvenne nelle liste della Democrazia cristiana guidata da Antonio Mancini che volle Di Sciascio al suo fianco, come assessore nella giunta comunale. Si candidò per altre tre legislature: nel 1960, 1964, 1970, risultando sempre eletto con ampi consensi. E i sindaci dell’epoca, Mancini, Novello e Casalini, lo vollero al loro fianco. Naturalmente le deleghe che gli vennero affidate furono principalmente Edilizia e Urbanistica. Nel 1975 rinunciò alla vita politica e amministrativa preferendo occuparsi maggiormente di quella professionale, oltre all’insegnamento all’Istituto tecnico industriale di Pescara. Nel 1991 gli venne conferita la Gran Croce al Merito dall’Accademia internazionale per le scienze economiche e sociali e Ispettore prefettizio per le opere di cemento armato. Anche l'attuale sindaco Marco Alessandrini ha espresso il suo cordoglio alla famiglia, ricordando così Di Sciascio: «Con Fiore Di Sciascio scompare un pezzo dell'identità amministrativa della città, che ha trovato in lui un appassionato rappresentante dal 1956 agli anni '70, uno dei periodi di maggiore fermento per il nostro capoluogo. Un politico impegnato, di lungo corso, segnato come molti abruzzesi dall'esperienza dura della prigionia durante l'ultima guerra e di grande competenza in materia edilizia e urbanistica, che una volta uscito dalla politica ha continuato a esprimere nella sua vita professionale e nell'insegnamento. L'amministrazione comunale si stringe al cordoglio della famiglia e del fratello Sergio Di Sciascio, per il lutto che stanno vivendo». I funerali si svolgeranno questa mattina alle ore 10,30 nella cattedrale di San Cetteo.

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