Addio a Gagliardi, morto a 59 anni: imprenditore delle Generali Italia

22 Dicembre 2020

È stato trovato senza vita in camera da letto nella sua abitazione di via Monte Civetta a Montesilvano Masci: «Un dolore grande: se ne va un pezzo di vita». Domani alle 10,30 i funerali nella chiesa del Mare

PESCARA. Lo ha tradito il cuore. Massimo Gagliardi, 59 anni, è stato ucciso da un infarto che non gli ha lasciato scampo. Lo hanno trovato senza vita in camera da letto, nella sua abitazione di via Monte Civetta, poco dopo le 14.30 di ieri. Qualcuno si è preoccupato per lui e ha chiesto l'intervento del 118 e dei vigili del fuoco, per accedere in casa, a Montesilvano. L'allarme è partito così ma l'intervento dei soccorritori è stato inutile. Il suo cuore si era fermato per sempre. E il pensiero di chi conosceva bene Gagliardi, che era uno dei tre agenti rappresentanti di Generali Italia spa nella agenzia di corso Umberto, è andato subito a un infarto che il 59enne aveva avuto due anni fa, mentre stava sciando a Roccaraso. Si era salvato, ce l'aveva fatta. Ma stavolta le cose sono andate tragicamente, purtroppo. E con Gagliardi è come se andasse via «un pezzo di vita», dice il sindaco Carlo Masci. «Da giovani, a Pescara ci conoscevamo tutti. Massimo - con lui la differenza di età era davvero di pochi anni - era gioviale, aperto, brillante, simpatico, uno sportivo. Una persona disponibile, una brava persona, come ho avuto modo di constatare anche di recente, risentendolo. E' davvero un dolore grande: avendolo conosciuto da giovane, è come se se ne andasse un pezzo di vita», commenta Masci parlando di Gagliardi come di «un pescarese doc», ma anche come di «un imprenditore sano». Da oltre quarant'anni era socio dell'agenzia principale di Generali Italia di Pescara, la cui sede guarda su piazza Salotto. Ma prima di lui il padre Ulisse ha scritto la storia delle Generali in città, essendo stato uno degli assicuratori più importanti della città. Poi, dopo "il Cavaliere", come lo chiamavano nel palazzo di corso Umberto, arrivarono i figli Massimo e Paolo, e mentre il primo ha continuato a portare avanti la professione del padre, il secondo si è dedicato ad altro.
«Una morte assurda», dice Livio Marinucci, che conosceva Gagliardi «da trent'anni, dal tempo dell'Honey Pot», per poi incontrarlo di nuovo «con le rispettive famiglie». «Era un bel ragazzo, lo è sempre stato, sorridente, generoso, alla mano. Lo chiamavo “lupo di mare”, perché gli piaceva andare in mare, così come gli piaceva sciare e cantare, era un compagnone, oltre a essere un ottimo professionista. E con lui abbiamo condiviso davvero molto, con altri genitori, visto che uno dei miei figli è andato a scuola con sua figlia Sara. Insieme siamo stati in barca, a pesca, abbiamo trascorso insieme tante giornate e serate, tanti momenti al Circolo nautico. E sono stato io a celebrare il suo matrimonio con Daniela, nel 2015». Impossibile mettere in ordine i pensieri ora, dopo aver saputo «della tragedia» che ha colpito questo «gigante buono», conclude Marinucci. «E' scioccante», gli fa eco Stefano Cardelli dopo aver saputo della morte improvvisa. Negli anni 80, impossibile non ricordarlo, Gagliardi era noto per essere «uno dei più bei ragazzi di Pescara. Ma non solo questo. Era una bravissima persona, di sani principi, sempre, oltre a essere un amante della vita» e tra i ricordi solari di questo momento buio c'è una vacanza in Croazia, qualche anno fa. «Ci incontrammo lì, e siamo stati benissimo, una vacanza più che bella», conclude Cardelli ripensando ai momenti spensierati sulle coste dell'altra sponda dell'Adriatico per un tour tra le isole, in barca. «Pescara perde un altro nome dell'imprenditoria, un pezzo pregiato», commenta il consigliere regionale Guerino Testa. «Massimo è stato uno dei simboli degli anni 80-90» e se la sorte è stata clemente con lui in un incidente in mare e quando fu colpito da un infarto in montagna, stavolta è andata diversamente. Domani, alle 10,30, l'ultimo saluto di parenti e amici. I funerali saranno celebrati nella chiesa del Mare.