Addio a Grosso, sirene e striscioni

E Masci lo saluta così: «Pescara avrà il suo porto per cui ti sei sempre battuto»
PESCARA. Il suono delle sirene che risuona potente dalle navi ancorate in porto, lo strazio della famiglia, le parole d'affetto sui social, gli striscioni (foto Giampiero Lattanzio), la promessa del sindaco Carlo Masci a Mimmo Grosso (nel tondo) di dare un porto alla città. Addio commosso della marineria ieri pomeriggio, al battagliero armatore 58enne di Borgo Marino, morto di Covid mercoledì sera all'ospedale di Atri, dove era ricoverato da una settimana. L'ultimo viaggio del proprietario del Nausicaa lungo le banchine di quel porto canale, nord e sud, che ben conosceva e amava. Il silenzio viene interrotto solo dal suono delle sirene. Commozione e cordoglio intorno alla moglie Marina Di Vincenzo, i figli Roberta e Giuseppe. Sotto l'abitazione di via Gobetti l'ultimo saluto, avvolto in un' atmosfera surreale ai tempi del coronavirus.
Presente il sindaco Carlo Masci che dai social ha fatto una «promessa» a Grosso: «Pescara avrà il suo porto, quello per cui ti sei battuto anche nel letto di ospedale, perché tu non hai mai mollato, sempre a testa alta pur se fiaccato da questa malattia sconosciuta, vigliacca e assassina».
Sul suo profilo Facebook è lo stesso armatore, quando era alla guida della marineria anni fa, a raccontare, sorridente in un video, che lui a quel mare si è appassionato quando diciannovenne andava sulla tonnara di Giuseppe Gasparroni, zio della moglie Marina, che gli ha insegnato i rudimenti del mestiere.
In tanti gli hanno detto addio sui social, personaggi istituzionali e gente comune. Enzo Del Vecchio: «Sotto la scorza dura e autorevole, ha difeso con grande intelligenza le ragioni di una categoria». Enrico Camplone: «Si confrontava animatamente con la politica, come un leader sa fare, con l'umiltà e la consapevolezza del pescatore». Guerino Testa: «Abbiamo combattuto insieme, abbiamo litigato, ci siamo abbracciati, sei stato amico leale e coraggioso». Mario Sorgentone: «Passione, determinazione e forza morale metteva nelle sue battaglie, come quando fu bloccato l'asse attrezzato. Mimmo lascia un segno indelebile nella storia marinara della nostra città».
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