Addio a Mauro Izzo ufficiale giudiziario «Persona speciale»

9 Aprile 2020

Tribunale in lutto: domani avrebbe compiuto 57 anni Gli avvocati: «Grande lavoratore, è una perdita enorme»

PESCARA. L'improvvisa morte di Mauro Izzo, il decano degli ufficiali giudiziari del Tribunale di Pescara, ha gettato nello sconforto non solo la sua amata famiglia, ma anche tutti quelli, e sono tanti, che lo hanno sempre apprezzato per la sua professionalità e per il suo carattere gioviale.
Il suo cuore malandato non ha retto all'intervento subito martedì scorso all'ospedale di Chieti, dove Izzo era stato trasferito da quello di Pescara. Un intervento che si è dimostrato molto più complicato del previsto anche per una serie di questioni legate alle sue condizioni che nessuno sapeva essere così gravi.
Qualche giorno fa, Izzo era stato ricoverato a Pescara, dove l'emergenza Covid è fra le più pesanti della Regione e per questo motivo venne deciso il suo trasferimento a Chieti dove i medici si sono subito resi conto della gravità della situazione. Domani, avrebbe compiuto 57 anni.
Un dolore incolmabile per la sua adorata moglie Rosaria che Mauro aveva conosciuto in uno studio legale di Pescara dove si recava proprio per questioni legate alla sua attività lavorativa di ufficiale giudiziario.
Uno strazio infinito anche per sua figlia Federica, che lo aveva fatto diventare nonno della piccola Nicole. Mauro aveva iniziato il suo lavoro, a cui era particolarmente legato, a Milano alla fine degli anni Ottanta. Poi si era trasferito a Pescara per essere più vicino alla sua città, che era Roma.
«Una persona speciale», commenta Giovanni Di Bartolomeo, presidente dell'Ordine degli avvocati di Pescara, «che mancherà a tutti noi avvocati. Per noi è un pezzo di storia del tribunale che se ne va. Eravamo abituati a vederlo ogni giorno per questioni lavorative. Aveva una cordialità, una pacatezza e una cortesia nei modi che non è di tutti, e anche nei momenti di maggior stress lavorativo non veniva mai meno a queste sue qualità».
«Lo conoscevano tutti», commenta il suo amico e collega Maurizio Orsini, «e a lui e alla sua famiglia va l'affetto di tutto l'ufficio. Era una persona allegra e sempre disponibile: il compagno di tutti e si faceva voler bene da tutti».
Appassionato di moto di grossa cilindrata (ne possedeva una), negli ultimi anni si era avvicinato anche al ballo caraibico che rispecchiava il suo carattere allegro. Su facebook c'è stato un diluvio di post di amici e conoscenti che hanno voluto lasciare un pensiero per Mauro. E si capisce subito che è qualcosa di davvero sincero.
L'avvocatessa Barbara D'Angelosante: «Mauro, non posso crederci, non voglio crederci». Roberto Vastano: «Quando ci lascia un amico, spesso il dolore è pari a quello di un familiare. Un amico soprattutto se accanto a noi da molti anni, diventa come un fratello, è colui che chiamiamo nei momenti di difficoltà ma anche di gioia, di felicità».
Giovanna Papa: «Un amico come te non si dimentica, è per sempre. Una parte di te sarà sempre con me». Ma poi ci sono stati anche tanti altri commenti da parte di chi lo ha sempre apprezzato anche per la sua dedizione al lavoro. «Una persona davvero sempre disponibile», dice l'avvocato Augusto La Morgia, «appassionato di moto e gran lavoratore. Aveva sempre il sorriso sulle labbra. Per noi tutti è una grande perdita».
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