Addio al decano degli arbitri: il calcio abruzzese piange Coletta

Presidente della sezione pescarese Aia dal 1986 al ’93, ha fatto l’assistente in oltre 200 gare di A e B Il vice presidente della Figc Ortolano: «È stato un trascinatore e un punto di riferimento dei giovani»
PESCARA. Il mondo del calcio pescarese e non solo in lutto. Ieri mattina, a 93 anni, è morto l'arbitro Marcello Coletta, presidente della sezione Aia di Pescara dal 1986 al 1993. Nella sua lunga carriera, ha svolto il ruolo di assistente con i più grandi arbitri, scendendo in campo in oltre 200 gare fra serie A e B insieme al suo amico fraterno Emilio Frattini, scomparso nell’ottobre del 2018. Tra le tante partite a cui ha partecipato, la finale di coppa Italia tra Milan e Inter giocata allo stadio Meazza di Milano nel 1977, lui assistente, arbitro Cesare Gussoni. A gennaio 2022 aveva festeggiato i 70 anni di tessera e la sezione Aia di Pescara gli consegnò una pergamena donata dal presidente Alfredo Trentalange. Ma Coletta, nato e vissuto sempre a Pescara, era anche molto apprezzato nel suo lavoro di agente di commercio. Lascia i figli Ruggero e Francesco. I funerali si terranno oggi alle 15.30, nella chiesa di Sant’Antonio. «È un pezzo di storia della nostra sezione che ci lascia», sottolinea il presidente dell’Aia di Pescara, Francesco Di Censo. «Marcello è stato un padre, un nonno, un amico. Ha cresciuto tanti giovani; verso le persone aveva un grande appeal. Non era necessario che parlasse, bastava uno sguardo per farsi capire. È stato il mio presidente di sezione, mi ha insegnato valori al pari di quelli della mia famiglia. Nella mia vita», dice commosso, «ho avuto due pilastri: la famiglia e l’associazione arbitrale. Lui univa tutti. Nessuno ha mai avuto da ridire sul suo conto. Era un uomo saggio, un punto di riferimento. Ha avuto un momento di difficoltà», racconta ancora Di Censo, «nel 2010 quando ha perso la moglie, a cui era legatissimo. Erano due persone in un’anima sola. Dopo quel grave lutto, siamo riusciti a convincerlo a partecipare al raduno di Dobbiaco e poi è stato presente anche ai due successivi. Era sempre presente e attivo nella vita della nostra sezione. Prendeva parte a ogni evento». E così sino allo scorso 15 gennaio, giorno del suo compleanno quando, a seguito di una caduta, si è fratturato il femore. Di qui il ricovero in ospedale e l'intervento chirurgico che aveva superato comunque bene, così come il Covid. Negli ultimi giorni, però, la situazione è precipitata. «Marcello», riprende Di Censo, «era inimitabile, una persona unica. Non va adesso assolutamente dispersa l'eredità morale che ci ha lasciato».
A ricordarlo con profondo affetto e stima anche Daniele Ortolano, vice presidente della Figc. «Marcello era una persona eccezionale, una figura storica dell’Associazione arbitri. È stato uno dei più prestigiosi presidenti della sezione di Pescara. Io all'epoca, prima come presidente della Renato Curi e poi del comitato regionale della Lega nazionale dilettanti, avevo frequenti contatti con lui. Eravamo molto vicini. È stato un trascinatore e un grande punto di riferimento per i giovani».
Cordoglio per la scomparsa di Coletta è stato espresso dal presidente del comitato regionale arbitri Giuseppe De Sanctis, dal vice presidente dell’Aia Duccio Baglioni e dall’intero comitato nazionale, a nome di tutti gli arbitri italiani.

