Addio Alici, l’architetto innamorato del verde

20 Giugno 2018

Aveva 92 anni, oggi i funerali in via Cavour. Il figlio: un gentiluomo d’altri tempi Elaborò il progetto del teatro-monumento D’Annunzio negli anni Sessanta

PESCARA. Addio Luigi Alici, l'architetto che amava il verde. Pescarese, di origini marchigiane, aveva 92 anni ed è morto la scorsa notte nella sua abitazione di via Ronchi. Era malato da tempo. Vedovo di Licia Moretti, originaria di Antrodoco, nell'aquilano, l'architetto Alici lascia i figli Antonello, Paola e Roberto. Ciro e Stefano non ci sono più da anni. Era nonno adorato da Beatrice, Luigi, Ludovico, Licia, Giovanni e Paolo, da 26 a 13 anni. I funerali si terranno oggi alle 16 nella chiesa del Santissimo Rosario di via Cavour guidata da don Rodolfo Soccio.
E' dolce e lucido, il ricordo del figlio Antonello Alici, 58 anni, architetto, che vive tra Roma, Pescara e le Marche: «Era un padre severo e un collega pieno di entusiasmo. Ci ricordava sempre che il dovere veniva prima di tutto. Il suo lavoro era la sua vita. Da tempo la malattia lo aveva allontanato da noi, ma non dimenticheremo mai i suoi insegnamenti di rigore e onestà , rispetto e corretteza. Non è facile perdere un padre di tanta cultura e apertura mentale, anche verso gli altri. Era un gentiluomo d'altri tempi col quale siamo stati felici durante i nostri tanti viaggi in giro per l'Italia. Chi lo ha conosciuto lo ricorderà come un uomo che ha amato il suo lavoro e ha formato generazioni di architetti». Tra i suoi allievi, Mario Mazzocca, sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, che dopo la laurea in Architettura si è formato per tre anni, dal 1986 al 1988, nella scuola «di vita e di lavoro» dell'architetto Alici.
«Mi ha commosso il ricordo di Mazzocca. Papà aveva un grande amore per i suoi allievi e amava Pescara, che considerava la sua città, Il suo pallino era una idea di collegamento tra mare e monti con l'interno della regione, ma avrebbe voluto vederla ancora più verde, credeva in una città dinamica dal punto di vista ambientale». Luigi Alici nasce a Grottazzolina, in provincia di Ascoli, il 31 gennaio 1926. La sua famiglia, papà Ciro, artigiano cementista e mamma Assunta, si era trasferita a Pescara negli anni 20. Il giovane Alici frequenta la facoltà di Architettura di Napoli dove si laurea nel 1957 con una tesi sulla storia urbana dell'Aquila, relatore Paolo Pane.
Insegnante all’istituto d’arte di Penne, progettista di Gescal e Cassa del Mezzogiorno, tra il 1980 e il 1981 è stato consigliere dell’Ordine degli architetti di Pescara. Tante le opere realizzate in Abruzzo. Negli anni 60, prolifici nella definizione della palazzina residenziale, Alici progetta diverse varianti tipologiche, come quelle in via Regina Margherita e in via Regina Elena. Suo è il progetto (1964-1968) per il teatro-monumento D'Annunzio, la sistemazione della chiesa del Volto Santo a Manoppello, la realizzazione della parrocchia di San Nicola a Penne, il complesso residenziale per i dipendenti della Monti, un concorso di idee per le aree di risulta negli anni 80. La salma sarà tumulata nel cimitero dei Colli.