Addio all’esule fiumano Mario Diracca

23 Novembre 2021

Città Sant’Angelo. Aveva 87 anni. Oggi alle 15 i funerali alla Collegiata con il tricolore sulla bara

CITTÀ SANT’ANGELO. Sulla bara ha voluto la bandiera italiana. È l'ultimo desiderio di Mario Sirola Diracca, presidente provinciale dell'associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, morto ieri a 87 anni nella sua dimora di Madonna della Pace, a Città Sant'Angelo. Da un anno combatteva contro un male che non gli ha lasciato scampo. Era nato a Fiume. A Pescara è arrivato da ragazzo con la famiglia e poi aveva avuto successo come imprenditore delle cerniere. Suo padre, Arturo, era stato legionario di Gabriele d’Annunzio a Fiume durante la reggenza italiana del Carnaro e scelse di vivere a Pescara, inizialmente, proprio perché era la città in cui era nato il Vate, suo comandante.
Diracca lascia i figli David e Laura, la nuora Cristina, i nipoti Carlotta, Matteo e Beatrice, i pronipoti Daniel e Gioia. La moglie Marcella è scomparsa nel maggio scorso e da allora la sua vita non è stata più la stessa. Sarà sepolto accanto a lei. I funerali si svolgeranno oggi alle 15 nella Collegiata di San Michele Arcangelo.
Lo ricorda con commozione, Donatella Bracali (figlia dell'ex presidente Miriam Paparella) sua vice nell'associazione che guidava dal 2008: «Mario era un grande patriota fiumano, di solide tradizioni, un uomo di tempra, tenero e sanguigno. Ha vissuto per la patria e la famiglia. Ha incontrato migliaia di studenti per raccontare con rabbia e forza il dolore delle popolazioni giuliano dalmate esiliate, la vergogna delle foibe, la sofferenza nel non poter vedere più la bandiera italiana sventolare su Fiume e provato sdegno per gli atti vandalici in piazza Dalmati lo scorso 10 febbraio. Aveva un sogno: mettere insieme le associazioni regionali degli esuli». Il cordoglio del sindaco angolano, Matteo Perazzetti: «Era una persona eccezionale, un pilastro della comunità. Lo faceva soffrire l'oblio del suo popolo». «Profondo dolore» è stato espresso dal sindaco di Pescara, Carlo Masci, che lo ricorda come «un promotore instancabile della memoria dell’esodo. Uomo generoso che amava l’Italia». Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale: «Resterà sempre un testimone consapevole e lucido della storia italiana, la sua scomparsa è una ferita per l’intera comunità fiumana». Il consigliere regionale Antonio Blasioli: «Mario ha tenuto viva la memoria delle foibe in molte generazioni di studenti pescaresi, una grandissima perdita».