Addio all’imprenditore Cellini: a Torre fondò la discoteca Halley

TORRE DE’ PASSERI. Ha fatto ballare intere generazioni di giovani all'Halley di Torre de' Passeri. E Quinto Cellini, fondatore della discoteca più modaiola degli anni ’80, amava stare sempre insieme...
TORRE DE’ PASSERI. Ha fatto ballare intere generazioni di giovani all'Halley di Torre de' Passeri. E Quinto Cellini, fondatore della discoteca più modaiola degli anni ’80, amava stare sempre insieme a loro. Da operaio delle cave di pietra in Venezuela a mobiliere, presidente della Torrese calcio e organizzatore del Carnevale, l'imprenditore di origini teramane, scomparso giovedì sera all'età di 89 anni nella sua casa di via Roma, ha scritto una pagina di storia per l'economia della Val Pescara. Due mesi fa aveva subito un intervento chirurgico, ma stava bene e combatteva contro gli acciacchi dell’età.
I funerali si sono svolti ieri alle 9 nella chiesa della Beata Vergine Maria delle Grazie, la liturgia officiata da don Massimo Di Lullo. Cellini lascia la moglie Angelina Di Felice, originaria di Alanno; i figli Maria Antonietta col marito Paolo, Mauro con la moglie Fausta Landolfo e Oselito; i nipoti Olga Massari con Sirio Tesori, Andrea e Matteo.
«Mio nonno era uno spirito libero e anticonformista, un personaggio eclettico e lungimirante, aveva sempre tanta voglia di fare», dice commossa la nipote Olga, «dopo aver chiuso le sue attività, il mobilificio e la discoteca alla fine degli anni ’90, si era dedicato alla terra, coltivava oliveti e vigneti».
Quinto Cellini, classe 1933, nato a Castiglione Messer Raimondo, aveva compiuto 89 anni lo scorso 20 aprile. Da giovane era emigrato in Venezuela dove faceva l’operaio in una cava di breccia. Tornato a Torre per una breve parentesi, incontra Angelina e la sposa nel 1960. Ma lascia il Venezuela solo qualche anno dopo, per stabilirsi definitivamente a Torre de’ Passeri. In via Roma, dove abitava, fonda lo storico mobilificio Cellini (vicino al ponte del fiume Pescara) poi nasce la discoteca «che la domenica apriva alle 3 del pomeriggio, si ballava il lento e i giovani arrivano in bus anche dalle Marche», ricorda la nipote, storica a Bologna, «mia nonna era alla cassa a fare i biglietti e lui sempre in mezzo a quei ragazzi. Amava socializzare, fare feste, sempre circondato da amici. Era appassionato di calcio. Ai mondiali del 1982 è andato a Madrid con un camioncino e ha visto l’Italia giocare non lontano dal presidente Sandro Pertini. Negli anni scorsi è stato insignito di una medaglia al valore per aver salvato un giovane che voleva buttarsi nel fiume».
Alla famiglia Cellini il cordoglio del sindaco Giovanni Mancini e dell'amministrazione. La salma riposa nella cappella di famiglia a Tocco da Casauria.

