Addio Bruno Boschi «Un grande artista nato per il teatro»

5 Febbraio 2019

Città Sant’Angelo piange l’attore che ha calcato le scene di tutta Italia. Aveva 70 anni, questa mattina i funerali

CITTÀ SANT’ANGELO. È morto nella sua abitazione di Villa Cipressi, a Città Sant’Angelo, Bruno Boschi, attore teatrale che dalla fine degli anni Sessanta ha calcato per quasi mezzo secolo i palcoscenici di tutta Italia.
Boschi aveva 70 anni: si è spento domenica scorsa tra le braccia della moglie Maria Rita Savini. La sua passione per la recitazione e il teatro si conclamò grazie alle serate passate a seguire gli spettacoli del Teatro Minimo Angolano. E nel 1969, a 21 anni, la sua prima produzione teatrale: “Tutti dormono sulla collina”, pièce tratta dall’Antologia di Spoon River «due anni prima di Fabrizio De André», sottolinea il musicista e compositore Germano Mazzocchetti, che per quello spettacolo scrisse le musiche. «Quando andava bene venivano otto persone a vederci, ma noi continuammo ad andare in scena per molti giorni». Insieme al suo amico Gino Di Bonaventura, Boschi frequentò la scuola di teatro del mimo Roy Bosier, ed ebbe varie esperienze di recitazione. Con il Teatro Momentaneamente Assente di Germano Mazzocchetti, Gino Bonaventura e Graziano Gabriele (poi sindaco di Città Sant’Angelo), Boschi mise in scena diversi spettacoli, e il primo fu”Gran Can Can” di Parenti. Gli spettacoli si svolgevano in quello spazio che poi divenne un ristorante, la Taverna del Teatro.
Ma agli inizi degli anni Settanta cominciò le collaborazioni con il Teatro Stabile dell’Aquila, che nel circuito nazionale aveva un ruolo di rilievo, tanto che i direttori artistici e le produzioni erano tutte di grande livello. E nel 1971 arrivò la consacrazione nel mondo del palcoscenico, con lo spettacolo “Arden of Faversham”, per la regia di Aldo Trionfo, dove lui aveva due ruoli: uno in cui imitava Charlot, mentre alla fine dello spettacolo era l’assassino insieme a un altro attore. «La sua interpretazione fu eccezionale», ricorda Gino Di Bonaventura «tanto che su Sipario e altri giornali uscirono delle recensioni molto positive».
Tanti gli aneddoti sugli scherzi che Boschi amava fare. «Durante le feste estive, in città arrivava la bancarella di Picciano, che con sua moglie vendeva le arachidi tostate», ricorda Mazzocchetti. «Avevano un cartello divertente per pubblicizzare la bontà delle nocelle. Siccome Picciano e la moglie di notte dormivano dietro la bancarella, Bruno una notte prese un coltello e fece tutta una sceneggiata di gelosia con Picciano, fingendo di volersi vendicare del tradimento».
«Collaborò anche con noi», ricorda Giulia Basel del Florian Teatro d’Innovazione. «Era un artista completo e preparato, capace di fare il protagonista in caso di emergenza».
All’Aquila Bruno Boschi è ricordato anche per la partecipazione alla produzione della stagione 1994/95 del Tsa e per la sua grande interpretazione del pittore Ballested ne “La donna del mare” di Ibsen, regia di Beppe Navello. L’attrice protagonista era Lina Sastri.
«Per noi angolani Bruno era il teatro», sottolinea il sindaco Gabriele Florindi. «Era nato per il teatro, e come tutti i grandi artisti aveva le sue stranezze. La città lo ricorderà come merita». I suoi funerali si terranno questa mattina, alle ore 9.30, nella chiesa di Sant’Antonio Abate di Villa Cipressi.