Addio con alpini e forestale Mille persone per Nicola

Folla in lacrime per l’assessore Rosini, gremita la chiesa di Civitaquana Il dolore del fratello: ti ameremo sempre. Il saluto dei sindaci della zona
CIVITAQUANA. Troppo piccola, la bella chiesa fondata dai benedettini nel XII secolo, Santa Maria delle Grazie, per contenere quel fiume di persone che ieri ha partecipato al funerale di Nicola Rosini. Un fiume di persone che impegnava quasi tutto corso Vittorio Emanuele II, a partire dal bar Drago Rosso dove l’altra notte l’assessore comunale di 33 anni ha giocato la sua ultima partita a carte con gli amici, prima di morire nell’incidente accaduto sulla strada verso Pianella.
Un migliaio di persone dietro al feretro, bardato da una sciarpa e da uno stendardo della Juventus, la squadra del cuore di Nicola, seguito dal gonfalone del paese, dagli alpini e dagli agenti del corpo forestale dello Stato del quale anche il giovane faceva parte. E dallo strazio composto dei genitori, del fratello e della sorella di Nicola. Il tutto tra la neve ancora abbondante accatastata ai lati della strada, con tutti i negozi della via chiusi. Un fiume silente di persone, tra sindaci dei paesi vicini (oltre all’assessore regionale Donato Di Matteo, al presidente della Provincia Antonio Di Marco, al comandante della Polizia provinciale Giulio Honorati e al sindaco di Civitaquana, Angelo Ciarfella, si sono visti i sindaci di Vicoli, Catia Campobasso, di Brittoli, Domenico Velluto, di Corvara, Guido Di Persio Marganella, di Pietranico, Francesco Del Biondo, e il vicesindaco di Catignano, Annalisa Piermattei), parenti e tanti amici. Già, poiché poco prima delle esequie, alcune strade che conducevano al centro del paese, erano bloccate dal traffico automobilistico in entrata, in una lunga fila per poter partecipare alla cerimonia dell’ultimo saluto a Nicola. Una commozione, rotta all’interno della chiesa, dal parroco, don Matteo Mennade. «Sono rimasto enormemente stupito dalla maniera cristiana con la quale i familiari hanno accettato questo grande dolore», ha esordito don Matteo. «E i tanti giovani presenti oggi», ha proseguito il sacerdote, «mi hanno confermato ciò che penso di Nicola: un amico di tutti. Non dimenticherò mai il suo sorriso che ogni volta che ci incontravamo egli mi donava. Se ricordate», ha proseguito il parroco di fronte alla chiesa stracolma, e alle centinaia di persone costrette a rimanere fuori, «le preghiere di madre Teresa di Calcutta, ricorderete anche che ella diceva che un “sorriso non costa nulla a chi lo fa, ma vale molto per chi lo riceve”. Amavamo molto Nicola, la sua bontà, il suo spirito di servizio, la sua allegria, le sue qualità sociali, le sue azioni. Nicola rimarrà nel presente e nel futuro presso di noi», ha aggiunto don Matteo.
Sul pulpito è salito poi il fratello Danilo. «Ti è sempre piaciuto stare tra la gente», ha rimarcato mettendo in evidenza l’aspetto gioviale di Nicola. «E il tuo modo di vivere lo apprezziamo ancora di più oggi, con gli amici».
Amici che però non hanno avuto il coraggio, per il dolore, di leggere personalmente la loro lettera, ma si sono affidati a un latore. «Tutte le problematiche, con te si chiudevano con un sorriso», hanno voluto ricordare gli amici di una vita. «Davi serenità. Ora sarai la voce che ci consiglierà in un mondo senza senso e alla deriva. Grazie Nic». Un pensiero, attraverso le preghiere dei rispettivi Corpi militari, è arrivato inoltre dagli alpini e dalla guardia forestale. E dal sindaco Ciarfella:«Ti vogliamo dire che ti vorremo tanto bene per sempre».
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