Addio Don Aldo, il “prete rosso”: stava dove l’uomo viene calpestato

Iscritto al Pci fino alla morte di Berlinguer, celebri le sue tante battaglie fuori e dentro la Chiesa. Detestava le tv di Berlusconi e il denaro legato ai sacramenti. Durante la guerra tolse Gesù dal presepe
AVEZZANO. È morto don Aldo Antonelli, voce autentica e libera. Aveva 83 anni. La sua scomparsa chiude una stagione di Chiesa inquieta, scomoda, profondamente immersa nelle contraddizioni del nostro tempo. Era uno di quei sacerdoti che non lasciavano indifferenti: o lo si amava o lo si contestava. Ma ignorarlo era impossibile. Molti lo hanno definito “prete comunista”. Lui non rinnegava una sensibilità sociale forte, anzi la rivendicava come fedeltà radicale al Vangelo. Per lui il punto non era l’ideologia, ma l’uomo concreto: il povero, il migrante, il carcerato, la vittima della mafia. In questo senso la sua vicinanza a Libera e alle battaglie contro la criminalità organizzata non era militanza politica, ma scelta evangelica: stare dove la dignità umana viene calpestata. Aveva un modo di vedere la religione che molti consideravano “stravagante”. Parlava senza filtri, criticava apertamente strutture ecclesiali che riteneva distanti dalla sofferenza reale, non temeva di esporsi.
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