Addio Marinacci, 60 anni «Medico indimenticabile»

MONTESILVANO. Gli volevano un bene immenso, lo stimavano profondamente. Vincenzo Marinacci, morto a sessant’anni, «oltre ad essere un grandissimo ed attentissimo medico di famiglia, era una persona...
MONTESILVANO. Gli volevano un bene immenso, lo stimavano profondamente. Vincenzo Marinacci, morto a sessant’anni, «oltre ad essere un grandissimo ed attentissimo medico di famiglia, era una persona di cuore». Le parole di Angela Di Zio, sua ex paziente, racchiudono quelle di tante persone che, come lei, hanno conosciuto e apprezzato la professionalità e l’umanità di Marinacci, costretto dalla malattia ad andare in pensione, circa un anno e mezzo fa, e a lasciare lo studio di via Vestina, ma ancora presente nei ricordi di chi si è affidato a lui. «Per me è stato un padre, un fratello, un confidente», dice sempre Di Zio. «Era scrupoloso nel lavoro e sensibile, oltre ad essere una persona brillante: bastava guardarlo per sentirsi sicuri. Una volta lo abbiamo chiamato per un problema di salute di mia madre e, pur avendo lo studio pieno, si è precipitato a casa, arrivando prima dell’ambulanza. Dopo la morte di mia madre e mia nipote è stato un punto di forza, è stato sempre presente nonostante la sua malattia, che lui ha contrastato per anni. Pur di non cambiare medico, quando sono andata via da Montesilvano ho deciso di lasciare la residenza lì». E quando Marinacci è andato in pensione, «è stato lui stesso a rassicurarmi su chi lo sostituiva». «Non esistono dottori come lui, non esistono uomini come lui, la sua non era solo una professione», aggiunge Katia. «Per noi era diventato un amico», anche dopo il pensionamento, gli scrivevo per chiedergli dei consigli medici e lui rispondeva sempre». «Era un professionista con cuore enorme», fa notare Monica Caruso ricordando che Marinacci «si occupava di molti anziani della zona. Ogni settimana, senza che lo chiamassero, passava a controllarli anche solo per un saluto. Non era solo competente ma sempre presente. E quando si è fatta strada la sua, di malattia, è stato un trauma per tutti. Pur avendo gravi problemi, a livello di salute, con lui mi sentivo sicura. Ora che il suo sorriso si è spento, si avverte un vuoto enorme. È stato il medico di un quartiere povero e semplice, dimostrando di essere valido, responsabile, una persona sincera, dalla profonda umanità. Con gli anziani non perdeva mai la pazienza, anzi era sorridente e gioviale. Ho visto da vicino l'amore che nutriva per il prossimo», conclude Caruso parlando di «una grave perdita».
Marinacci, che viveva a Montesilvano colle, lascia la madre Vittoria, i fratelli Rino e Maria Carmela, la moglie Maddalena e i figli Francesco e Fabio. «Li elogiava, diceva di loro che erano due ragazzi d’oro. Due ragazzi stupendi, adorabili», ricordano adesso gli ex pazienti del medico scomparso troppo presto, «un giovane medico all’antica», la cui «empatia naturale» lo avvicinava «ai pazienti e alla storia di ognuno». Oggi i funerali, alle 9, nella chiesa di San Michele Arcangelo. Poi la tumulazione a Sannicandro Garganico. (f.bu.)
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