Addio prof Mucciante docente severa amata dagli studenti

Corpo accademico e allievi dell’università d’Annunzio insieme nell’ultimo saluto alla glottologa Mucciante
PESCARA. La descrivono come una docente anticonvenzionale: schietta, diretta e dedita all'università e alla formazione dei suoi allievi come pochi.
Il terrore di ogni studente il giorno dell'esame e al tempo stesso l'appassionata cultrice di una delle cattedre più amate in tutta la D'Annunzio. Il giorno dell'ultimo saluto a Luisa Mucciante, ordinaria in Glottologia e Linguistica all'ateneo d'Annunzio di Chieti e Pescara, i suoi ragazzi di oggi e di ieri hanno voluto ricordarla sull'altare con messaggi e pensieri che toccano le corde nascoste dell'anima.
In centinaia ieri mattina si sono raccolti nella chiesa di San Luigi per l'addio alla docente, originaria di Carpineto della Nora e pescarese di adozione, scomparsa improvvisamente a 68 anni. Accanto ai familiari, la sorella Renata, il fratello Roberto, i nipoti Filippo e Giulia, anche tantissime personalità di primo piano del mondo accademico come il rettore Carmine Di Ilio, i direttori di dipartimento Stefano Trinchese (Lettere, arti e scienze sociali), Carlo Consani (Lingue, letterature e culture moderne), Michele Rea (Economia), Liborio Stuppia (Scienze psicologiche, della salute e del territorio) e Gaetano Bonetta (Scienze filosofiche, pedagogiche ed economico-quantitative). Tra la folla anche tantissimi docenti come Piergiorgio Landini, Luigi Capasso e le decine di colleghi di Lettere e Lingue. «Luisa era la prima ad arrivare al mattino in ateneo e l'ultima ad andare via a sera inoltrata», si lascia andare Trinchese, parlando da collega e da amico fraterno, «amava questa università. A differenza di tanti altri che sono passati nella struttura e poi sono andati via, lei è rimasta sempre attaccata al nostro mondo: prima da studentessa e in seguito da docente ordinaria che è riuscita a conquistare la cattedra dopo anni di studio, ricerca ed estrema dedizione».
Il tono è tra lo scherzoso e il dispiaciuto «perché lei amava così». «Era generosa», prosegue Trinchese, «contraria a ogni forma di ipocrisia. Una persona diretta, capace sempre di sorprenderti. Era l'antitesi del docente universitario che in genere tende sempre a essere molto serio, diplomatico e restio a palesare le proprie opinioni. Saluto la mia carissima amica, esempio raro di dedizione e abnegazione».
Luisa Mucciante, tra le altre cose, odiava gli applausi e la ribalta. E infatti ieri, in chiesa, nessuno ha mai battuto le mani, nemmeno di fronte ai discorsi più toccanti. «Era una docente molto severa», ricorda un'allieva sull'altare, a nome di tutti i presenti, «pretendeva il massimo da tutti noi. Non si accontentava mai, ci spronava sempre a fare di più, ma era sempre dalla nostra parte. Il suo esame era uno degli scogli più difficili da superare, ma nessuno dimenticherà mai le sue lezioni e la passione che metteva nell'insegnarci la materia».
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